Omicidio Chiara Poggi, Garlasco: nuova consulenza su sangue dei gradini. “Impossibile non sporcarsi”

PAVIA – Emergono nuovi sviluppi sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La famiglia della vittima ha infatti commissionato una nuova consulenza tecnica, che è attualmente in corso di realizzazione, per riesaminare uno degli aspetti chiave del processo: la camminata dell’assassino e il possibile contatto con il sangue presente sulla scena del delitto.
Un approfondimento da cui emergerebbe come sarebbe stato impossibile, per chiunque, evitare il sangue della seconda importante “blood pool” mappata dentro la villetta di via Pascoli. Gli avvocati Gian Luigi Tizzoni, per i genitori di Chiara e Francesco Compagna, legale del fratello Marco Poggi, hanno dato mandato a un pool di consulenti informatici per sovrapporre digitalmente la “ortofoto” di quella che il Ris e il giudice che assolse Stasi in primo grado hanno definito come la seconda “ampia pozza di sangue” (“blood pool”) sul gradino zero della scala che conduce nel seminterrato, nascosta da una porta a soffietto, in cui è stato trovato il corpo. Agli atti del processo c’è infatti il video in cui il perito Geminiani ha simulato personalmente “l’accesso alla cantina” nell’unica “void area” del gradino (area vuota, sul lato destro dello stesso) in cui, secondo la sua ricostruzione e pur collocando “almeno un piede” sopra, ci sarebbe stata la “possibilità di mancato intercettamento di sangue” da parte delle suole delle scarpe Lacoste indossate da Stasi.
Una perizia che già all’epoca del primo processo la parte civile ha contestato al giudice Vitelli, sia per non essere stata svolta dentro l’abitazione di Garlasco (ma in alcune riproduzioni), sia per non aver riprodotto fedelmente né sperimentato la camminata anche sugli “uno o due” gradini della scala che Stasi, interrogato, confermò in più occasioni di aver sceso e calpestato alla ricerca della fidanzata. Eccezioni, richieste di rinnovazione istruttoria e nuovi approfondimenti che nel 2013 sono state alla base dell’annullamento dell’assoluzione da parte della Corte di Cassazione. Dalle prime simulazioni video, già realizzate digitalmente dai consulenti dei Poggi, emergerebbe come sarebbe impossibile non intercettare il sangue di quella macchia ripercorrendo fedelmente i ‘passi’ realizzati dal perito Geminiani. In particolare sarebbe impossibile durante il movimento a ritroso, dopo l’apertura della porta a soffietto.
L’elaborato tecnico, non ancora concluso e che gli avvocati decideranno se depositare solo al termine delle indagini preliminari su Andrea Sempio da parte della Procura di Pavia o in un eventuale processo di revisione a Stasi, giunge a conclusioni simili a quelle fornite durante le prime indagini, nel marzo 2008, dal consulente della pm di Vigevano, Rosa Muscio, il professor Piero Boccardo. Secondo cui le “probabilità” di “poggiare i piedi in prossimità della porta di accesso al vano interrato” senza calpestare “tracce ematiche” e “peraltro in posizioni non consone alle modalità di apertura della porta stessa” erano di “circa lo 0,6%”. Statistica tradotta in un giudizio di “assolutamente improbabile”. Una perizia più accurata, perché ha tenuto anche dei gradini delle scale e ha utilizzato computer con una maggiore potenza di calcolo, fu disposta dalla Corte d’appello bis nel 2014.
