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Anno giudiziario 2026, cerimonia d’apertura a Firenze: allarme per infortuni sul lavoro, criminalità cinese, cyber bullismo

Inaugurazione anno giudiziario a Firenze (Foto Palinko/Florindo Firenze Post)

FIRENZE – Cerimonia d’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026 per il distretto toscano, presieduta dalla presidente reggente della Corte d’Appello di Firenze, Isabella Mariani. Dopo la sua relazione è intervenuto il procuratore generale, Ettore Squillace Greco. Presenti il rappresentante del Consiglio Superiore della Magistratura, Michele Papa, il rappresentante del Ministero della Giustizia, Antonio Sangermano, e il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Sergio Paparo, la sindaca Sara Funaro e i parlamentari della circoscrizione.

In concomitanza con la cerimonia, davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia, nel viale Guidoni, breve presidio/volantinaggio della Fp Cgil all’insegna dello slogan “Un’altra idea di giustizia”.

CARCERI – Le condizioni di vita nelle carceri toscane, in particolare a Firenze-Sollicciano “sopra di tutti” e poi Prato, Livorno e Pisa, “sono stabilmente negative e ciò rende – anche per la carenza del numero degli operatori del trattamento, la supplenza delle figure dirigenziali in molti istituti, la scarsità degli organici della Polizia penitenziaria e degli operatori del trattamento – sempre più problematico l’efficace svolgimento delle attività trattamentali, determinando, in sostanza, un’inaccettabile accentuazione del carattere afflittivo della pena e della sofferenza ad essa connessa”.

Lo ha detto la presidente reggente della Corte di Appello, Isabella Mariani. Per l’altro magistrato, “va segnalata, in controtendenza, l’immissione di un consistente numero di direttori e vicedirettori di nuova nomina negli istituti penitenziari che, in molti casi, ha impresso un consistente rilancio della vocazione trattamentale degli istituti ed una particolare attenzione alle condizioni dei detenuti”.

“Gli elementi positivi pur ricordati non possono peraltro anche questa volta far tralasciare la condizione di grave disagio della vita detentiva (anche e soprattutto sotto il profilo della salute psichica) che incide, altresì, oggi come ieri (e su questo non vi sono significativi cambiamenti rispetto alla situazione del 2024), sulla sicurezza interna degli istituti – ha proseguito la presidente della Corte di Appello di Firenze – Il disagio tende a moltiplicare le situazioni di quotidiana conflittualità come dimostrato in primo luogo l’alto numero dei suicidi (8) che hanno riguardato le carceri di Sollicciano (3), di Prato (3) e di Livorno (1) ma anche un agente di Polizia penitenziaria (Porto Azzurro) ed un detenuto in permesso premio di Gorgona”.

Nel distretto toscano, peraltro, si registra “una sostanziale stabilità nei numeri della popolazione detenuta”. Il numero delle misure alternative è in costante ascesa, registrandosi una decisa prevalenza della misura più ampia, l’affidamento in prova, pari al 67,7% del totale (66,5% lo scorso anno). L’incremento registratosi negli anni precedenti delle misure alternative si è dunque mantenuto pressoché costante negli anni. Il dato dei semiliberi è poi particolarmente significativo poiché è tra i più alti sul territorio nazionale, pari al 8,68% del numero nazionale complessivo (1.73). Alla data del 30 giugno 25 le presenze nelle carceri toscane era di 3.295 (comprensivo dei detenuti del carcere di Massa pari a 266), superiore al dato dell’anno precedente (3.190), a fronte di una capienza regolamentare di 3.160 (comprensiva di Massa che è 174). I detenuti nelle carceri comprese nel distretto di Corte d’Appello di Firenze era dunque pari a 3.029, su una capienza regolamentare di 2.986. Di essi 103 sono donne e 1.428 stranieri. Il carcere di Massa, pur appartenendo geograficamente alla regione Toscana, non rientra nella giurisdizione di Firenze, ma in quella di Genova.

MINORI: VIOLENZE E CYBER-BULLISMO – “In Toscana – ha detto leggendo la sua relazione il procuratore generale presso la Corte d’Appello, Ettore Squillace Greco – cresce il fenomeno della criminalità minorile: nel periodo luglio 2024-giugno 2025 le iscrizioni a carico di minori sono aumentate del 4,76%, con un preoccupante aumento di bullismo, cyber-bullismo, abusi sessuali tra coetanei, pedo-pornografia e porto abusivo di armi. In crescita anche i reati contro il patrimonio, dalle rapine ai furti, mentre preoccupa la diffusione di condotte violente emulate da video trovati online. Tra i minorenni in Toscana sono sempre più diffusi “cyber-bullismo”, bullismo scolastico, comprese le forme di cosiddetto “porn revenge”, la diffusione e l’interscambio di materiale pedo-pornografico e di video “best gore” nelle condotte violente e negli abusi sessuali.

“L’esame più specifico sui singoli reati restituisce un preoccupante quadro del disagio minorile che appare come il riflesso dei problemi che si registrano nel complesso del contesto sociale”. Lo ha detto il procuratore generale di Firenze, Ettore Squillace Greco, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto toscano, illustrando i dati della Procura per i Minorenni presso il Tribunale di Firenze. Sono in aumento le violenze sessuali compiute da minori, per lo più in danno di altri soggetti minorenni: le nuove iscrizioni sono passate dalle 68 del periodo precedente alle 79 attuali. In aumento anche i reati di pedo-pornografia informatica e telematica, passati da 28 a 37 nuovi procedimenti. Anche nel settore dei reati contro il patrimonio si registrato preoccupanti aumenti. Aumentano le iscrizioni per rapine (da 215 a 239), furti (da 388 a 468 – in particolare i taccheggi all’interno di negozi o supermercati), estorsioni (da 45 a 54). Aumentano anche le minacce: si passa da 253 procedimenti iscritti nel precedente periodo agli attuali 300.

FEMMINICIDI E MALTRATTAMENTI – Il procuratore generale di Firenze, Ettore Squillace Greco, ha dipinto un quadro fosco riguardo a femminicidi e maltrattamenti. “In Toscana – ha detto – si registra una situazione di sostanziale stabilità per i delitti in materia di atti persecutori (5 sopravvenienze in meno, pari allo 0,28%), mentre si registra un lieve aumento dei procedimenti sopravvenuti per delitti contro la libertà sessuale (+1,62%) ed un aumento più consistente per i delitti di maltrattamento (+7,37%). Nell’ultimo anno sono stati commessi 13 femminicidi. La violenza di genere continua, in Toscana come nel resto del Paese, a destare particolare allarme sociale. La valutazione complessiva della capacità di risposta dimostrata dagli uffici inquirenti del distretto è comunque sostanzialmente positiva”.

CRIMINALITA’ CINESE –  Le indagini sviluppate nel corso dell’ultimo periodo (2024-2025) dimostrano che in Toscana “va sempre più posta particolare attenzione alla criminalità organizzata cinese, presente in alcune zone del territorio, quali Prato e Firenze, il cui contrasto si presenta difficile per una serie di motivi: comunità chiuse, poco permeabili, tendenti a risolvere i conflitti al loro interno, grandi difficoltà a reperire nel corso delle indagini, prima, e dei processi, dopo, interpreti e traduttori affidabili”.

Lo ha sottolineato il procuratore generale Ettore Squillace Greco. Affermando che la migrazione cinese riguarda in gran parte soggetti provenienti dalle province dello Zhejiang e del Fujian che parlano, oltre alla lingua ufficiale del mandarino, soprattutto quella dialettale del Wenzhou. Alcune tipologie di reato sono rilevabili attraverso gli ordinari controlli, ha spiegato Squillace Greco: sfruttamento lavorativo di immigrati clandestini in attività imprenditoriali gestite da prestanome, correlate condizioni di pericolo in cui lavorano gli operai, sistematiche violazioni fiscali, contrabbando e reati collegati.

Più difficile scoprire e investigare altri tipi di reato : quelli violenti che sono commessi all’interno della comunità e che spesso sono espressione di contrasti tra bande criminali; certe tipologie di frodi fiscali organizzate in modo da eludere i controlli anche mediante repentine chiusure e riaperture di aziende con altri prestanomi; il riciclaggio e l’autoriciclaggio (anche con investimenti in criptovalute) degli ingenti profitti illeciti che derivano da tali attività criminose. 

Le violazioni delle norme sulla tracciabilità dei prodotti sono collegate alle illecite importazioni di materie prime; l’immigrazione illegale ed il correlato lavoro irregolare sono funzionali a contenere i costi e dunque la concorrenzialità nel settore manufatturiero; il ricorso al contante, le violazioni fiscali e contributive, l’ormai consolidato sistema delle imprese “apri e chiudi” gestite da prestanomi, le banche clandestine, sono tutte espressioni di una economia parallela basata sull’illecito i cui profitti vengono riciclati con meccanismi che hanno attirato l’attenzione delle nostre mafie storiche.

“L’attività illecita di riciclaggio in questa regione non riguarda solo la criminalità cinese. Le osservazioni svolte un significativo riscontro nel fatto che l’aumento dei procedimenti sopravvenuti per questo tipo di delitto, in tutto il distretto, è pari al 35,53%”.

INFORTUNI SUL LAVORO – Ampio spazio, nella relazione di Ettore Squillace Greco, agli infortuni sul lavoro e all’omicidio colposo. Si registra – ha voluto rimarcare – “un allarmante aumento” degli infortuni sul lavoro, sia per gli omicidi che per le lesioni. I procedimenti dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2025 per omicidio colposo collegato alla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro sono passati da 17 del precedente periodo a 22, con un aumento del 29,41%. I procedimenti per lesioni gravi e gravissime sono passati da 304 a 342 con un aumento del 12,50%.

In questo preoccupante quadro va inserito il gravissimo incidente verificatosi a Calenzano (Firenze) nel deposito carburante Eni, il 9 dicembre 2024. Come ha segnalato il procuratore di Prato, Luca Tescaroli, nella sua relazione, le esplosioni e l’incendio hanno provocato la morte di cinque lavoratori presenti nel deposito e il ferimento di ventisette individui, nonché danni, sulla base di denunce presentate, a sedici autovetture, due autotreni e un’abitazione. Risultano, altresì, danneggiate le strutture delle imprese e di altre abitazioni adiacenti all’area.

La presenza di più silos di combustibile nella stessa area avrebbe potuto rendere ancora più drammatico l’evento se fossero stati attinti dalle esplosioni e dall’incendio divampato. Per questo fatto sono state svolte serrate e complesse indagini ancora in corso, le conclusioni di esse sono previste entro breve tempo. Sono in corso anche le indagini sul crollo, avvenuto a Firenze il 16 febbraio 2024, in un cantiere posto in via Giovan Filippo Mariti, per la realizzazione di un supermercato; crollo che ha determinato la morte di cinque operai ed il ferimento di altri. Dopo l’applicazione di misure cautelari, anche ai sensi della normativa sulla responsabilità degli enti e l’effettuazione di complessi accertamenti di natura tecnica, le indagini sono avviate alla conclusione.

REATI AMBIENTALI – Un settore caratterizzante la criminalità in Toscana – ha detto ancora Ettore Squillace Greco – è quello dei reati ambientali per i quali si registra, rispetto al precedente periodo, un consistente aumento dei procedimenti sopravvenuti pari a + 54,20%. Il dato in aumento è confermato anche dal numero delle denunce riguardanti questo tipo di reati. Complessivamente, i dati delle denunce indicano, per la Toscana, un aumento delle segnalazioni di reati ambientali pari al 12,5 %.

“Questi dati vanno, però, valutati tenendo anche conto di un consistente aumento dei controlli che risultano, per la Toscana, ai primi posti della graduatoria nazionale – ha sottolineato Squillace Greco – Sempre numerose le denunce per smaltimenti illeciti caratterizzati dallo sversamento sul terreno di rifiuti urbani e speciali derivanti da sgombero locali e raccolte non autorizzate, ma quelle rilevanti sono, ovviamente, le problematiche legate agli insediamenti industriali e alle opere medio – grandi”.

Anche quest’anno, nell’esame complessivo della situazione a livello regionale, l’analisi dei reati registrati in questo ambito restituisce la percezione di violazioni della normativa che riguardano categorie ben precise. Nel territorio toscano, come in altri, le condotte illegali risultano sempre più spesso frutto di deliberate scelte imprenditoriali, per cui si può, in certa misura, parlare di “criminalità d’impresa”.


Sandro Bennucci

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