Prato, cinese sequestrato: arrestato in Bulgaria presunto rapitore

PRATO – Il presunto autore materiale del sequestro di persona a scopo di estorsione di Yang Yixiang, cinese di 46 anni residente a Empoli (Firenze), rapito a Prato il 30 novembre 2025 e liberato dopo cinque giorni di prigionia, è stato arrestato in Bulgaria.
Si tratta di bulgaro di 50 anni, fermato nella tarda serata di giovedì 29 gennaio 2026 nella città di Pernik in esecuzione di un mandato di arresto europeo. L’arresto è il risultato delle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Firenze e condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Prato. L’operazione, spiega la procuratrice di Firenze Rosa Volpe in un comunicato, è stata eseguita dalla Polizia nazionale e dalla Polizia di frontiera bulgare, con il coordinamento degli uffici di collegamento italiani a Sofia e il supporto dell’esperto per la sicurezza dell’Ambasciata italiana in Bulgaria. L’uomo si trova ora in custodia in attesa delle procedure di estradizione verso l’Italia.
Il sequestro, come detto, avvenne domenica 30 novembre, quando Yang Yixiang era stato avvicinato all’uscita di un bar karaoke in via Galcianese, a Prato, da due individui che si erano qualificati come appartenenti alle forze dell’ordine. Convinto a salire su un’auto scura di grossa cilindrata con il pretesto di un controllo, del 46enne si erano perse completamente le tracce. L’episodio aveva suscitato forte allarme, soprattutto all’interno della comunità cinese locale. Dopo cinque giorni di prigionia, il 46enne cinese era stato rilasciato la sera del 5 dicembre nella centralissima zona di piazza Mercatale a Prato, apparendo in stato confusionale. Nelle ore successive era stato ascoltato a lungo dai carabinieri per ricostruire le fasi della detenzione. Nonostante il successivo ritiro della denuncia da parte dei familiari, la Direzione distrettuale antimafia della Procura fiorentina aveva comunque aperto un fascicolo per sequestro di persona a scopo di estorsione, reato perseguibile d’ufficio.
Le indagini, inizialmente seguite dalla Procura di Prato e successivamente passate sotto il coordinamento della Dda fiorentina, hanno portato a metà dicembre all’arresto di due uomini di nazionalità cinese, ritenuti i presunti carcerieri dell’ostaggio. Decisivo è stato l’esame delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del rilascio, che aveva consentito di ricostruire i movimenti dei sequestratori e di individuare un immobile utilizzato come base logistica. Nel corso di una perquisizione eseguita il 13 dicembre, i carabinieri avevano scoperto una cantina adibita a luogo di prigionia: nel sottoscala era stato predisposto un giaciglio per la detenzione dell’ostaggio. Durante l’operazione erano stati sequestrati un taser, mazze, coltelli, documenti falsi validi per l’espatrio e gli abiti indossati dai rapitori al momento del rilascio. Uno dei due indagati aveva tentato la fuga all’arrivo dei militari, venendo però immediatamente bloccato. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze aveva poi convalidato il fermo, disponendo per entrambi la custodia cautelare in carcere.
