Scandicci: picchiò anziana madre che poi morì, confermata condanna. E’ sotto processo anche per maltrattamenti al padre

FIRENZE – La Corte d’assise d’appello di Firenze ha confermato oggi, 4 febbraio 2026, la condanna in abbreviato a 6 anni e 8 mesi per Giampiero Burattini, l’imprenditore 57enne di Scandicci, imputato per il reato di omicidio preterintenzionale dell’anziana madre. Secondo l’accusa l’avrebbe picchiata provocandone, senza volerlo, la morte.
I giudici hanno accolto la richiesta del pg Sergio Affronte, respingendo quella di assoluzione formulata dai difensori, gli avvocati Samuel Stampigli e Marina Grasso, poiché la donna, 88 anni, era morta in ospedale a causa di una setticemia e non c’era un nesso di causalità con i lividi. Le indagini dei carabinieri erano partite il 6 ottobre 2022 con la segnalazione di alcuni residenti in un condominio a Scandicci, preoccupati dalle urla provenienti dall’abitazione della coppia di anziani. Quando i carabinieri arrivarono trovarono l’anziana con ecchimosi sul corpo. L’uomo fu arrestato, la donna ricoverata all’ospedale San Giovanni di Dio, dove morì il 15 ottobre. L’autopsia avrebbe poi accertato l’esistenza di un nesso tra la causa del decesso e i lividi sul corpo della donna, anche se a provocarne la fine è stata un’infezione contratta in ospedale.
Burattini il 5 marzo dovrà affrontare un altro processo in abbreviato con l’accusa di maltrattamenti ai danni del padre, aggravati da morte e di indebito utilizzo dal bancomat intestate al genitore. L’anziano fu trovato privo di vita nella sua abitazione, a Scandicci, il 27 gennaio 2025 e l’autopsia confermò che il decesso era compatibile con un’asfissia. Fu Burattini ad annunciare alla compagna, che era all’estero per lavoro, di aver scoperto il padre privo di vita e fu poi la donna a chiamare le forze dell’ordine. Nell’appartamento i carabinieri scoprirono il pensionato privo di vita, adagiato sul proprio letto e diversi lividi sul corpo ma non trovarono il figlio che lo accudiva da settimane.
Burattini, secondo l’accusa, dopo aver prelevato denaro con il bancomat e la carta di credito del padre, avrebbe vagato per l’Italia senza meta per due giorni, prima di ritornare a Scandicci dove fu rintracciato dai carabinieri. Nel novembre scorso la procura ha chiesto per lui il processo. L’imprenditore ha ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato.
