Firenze, “Cubo nero”: scontro politico in consiglio comunale dopo i 10 avvisi di garanzia

FIRENZE – Bagarre in Consiglio comunale a Firenze sul cosiddetto “Cubo nero”, edificio sorto al posto del Teatro Comunale, dopo gli avvisi di garanzia recapitati a dieci persone, indagate per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione
“Invitiamo il Consiglio a contenere il dibattito tecnico e politico nei limiti di un doveroso rispetto dell’operato della magistratura delle indagini e delle persone coinvolte”, ha dichiarato l’assessora all’urbanistica Caterina Biti rispondendo ad una domanda di attualità di Guglielmo Mossuto (Lega). L’amministrazione, ha proseguito Biti, “ribadisce che c’è piena fiducia nella magistratura e confida che i dipendenti degli uffici possano chiarire, auspicabilmente in tempi rapidi, la propria posizione, confermando piena fiducia nel loro operato”.
Biti ha spiegato che la “Regione Toscana può delegare, e ha deciso di farlo, l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di autorizzazioni paesaggistiche al Comune purché dotato di strumento in grado di assicurare un adeguato livello di competenze tecnico scientifiche. Tali competenze sono garantite dalla nomina, tramite selezione pubblica, di un organo collegiale tecnico consultivo terzo e imparziale, la commissione comunale per il paesaggio. Resta in capo al ministero dei Beni culturali, attraverso le sue articolazioni periferiche che sono rappresentante dalle soprintendenze, l’espressione del parere obbligatorio e vincolante sul merito paesaggistico. Tutto ciò premesso l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dagli uffici comunali è un atto di ricevimento del parere obbligatorio e vincolante espresso dalla soprintendenza nell’ambito della sua discrezionalità tecnico e amministrativa”.
In una nota congiunta i consiglieri di Fdi, lista Schmidt, Forza Italia, Lega e Noi Moderati hanno spiegato che la mozione d’ordine per chiedere alla giunta di discutere del ‘Cubo nero’, poi respinta, “era una richiesta di buonsenso, nel rispetto delle indagini in corso, per far conoscere alla cittadinanza la posizione politica della giunta, dopo che erano state annunciate nei mesi scorsi interlocuzioni con la proprietà. L’asserragliamento dietro il muro dell’oblio a scopo difensivo non aiuta Firenze”. “Paiono esserci stati grossolani errori che neanche un bambino avrebbe fatto”. Santarelli ha sottolineato che “gli assessori hanno un obbligo: rispondere in modo chiaro, completo e veritiero ai quesiti loro posti. Tre peculiarità omesse dal sorgere del caso Cubo nero”.
Per Pd, Avs-Ecolò e lista Funaro “la richiesta del centrodestra di una comunicazione in aula sulle vicende dell’ex Teatro Comunale rappresenta un vero e proprio corto circuito istituzionale, che non giova né al Consiglio né alla città. Per questo è stata respinta con decisione: dimostra ancora una volta mancanza di serietà e di rispetto verso le autorità competenti”. Secondo Luca Milani (Pd), Michela Monaco (lista Funaro) e Caterina Arciprete (Avs-Ecolò) si è trattato di “una richiesta assolutamente inopportuna e fuori luogo, che riguarda indagini in corso della magistratura, alla quale ribadiamo la nostra piena fiducia. Ancora una volta abbiamo assistito a un tentativo di strumentalizzazione politica”. “Serve rispetto: per il lavoro della magistratura, per le persone coinvolte, che auspichiamo possano chiarire al più presto la loro posizione e su cui riponiamo piena fiducia, e per un percorso che deve seguire il suo corso, non piegarsi a chi vorrebbe fare processi mediatici grossolani per avere visibilità”, aggiungono.
Marco Semplici della lista Funaro ha ricordato che “il 27 marzo 2024 Santarelli, votando favorevolmente alla delibera che conteneva il ‘Piano operativo comunale’, sottolineava il suo ruolo determinante per l’approvazione complessiva di questo provvedimento. Oggi non ci resta che constatare che si è ‘dissociato’ da sé stesso”. “Basta caccia alle streghe e polemiche strumentali sull’ex Teatro comunale, soprattutto da parte delle forze politiche del centrodestra che in quasi due anni di attività in commissione urbanistica hanno presentato un solo atto di proposta sul futuro della città”, ha concluso Renzo Pampaloni del Pd, che ricopre il ruolo di presidente della commissione urbanistica.
