Skip to main content

Olimpiadi Milano-Cortina: la sfavillante cerimonia di chiusura. Italia 30 volte sul podio. Il medagliere finale

La cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 all’Arena di Verona (foto Instagram Italia-Team)

VERONA – Sontuosa, scenografica, fantasmagorica: potremmo usare aggettivi in successione per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina, qui all’Arena di Verona. Cominciata con un “corto” girato sulle note dell’opera nell’anfiteatro scaligero. “Beauty in Action”, questo il titolo della serata, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del presidente della Camera Lorenzo Fontana, dei ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi, della presidente del Cio Kirsty Coventry, e di Giovanni Malagò, di Fondazione Milano Cortina.

Si chiude. In bellezza. In tutti i sensi. E viene voglia di riavvolgere il nastro e ripartire. Si spegne il fuoco d’Olimpia nello scenario dell’Arena e resta negli occhi degli organizzatori quel senso di profonda soddisfazione e in quelli del Team Italia la consapevolezza di aver fatto un lavoro da record.

La delegazione italiana all’Arena di Verona (foto dai social di Milano-Cortina 2026)

I Giochi sono stati una pioggia di medaglie azzurre (30, stracciato il primato di 20 podi di Lillehammer ’94), di immagine nel mondo, di ricavi che puntano a non disperdersi nel segno della legacy, principio fondante di questi Giochi ‘diffusi’. Il sentimento di entusiasmo da parte di atleti, pubblico (non solo quello italiano) e degli operatori del settore era visibile fin dalla prima settimana di gare.

Il modello ‘diffuso’ adottato per queste Olimpiadi invernali ha fatto centro e sarà un modello puntando sull’unica strada considerata percorribile, quello di allargare il territorio coinvolto dai Giochi per un bilancio positivo ad ampio spettro.

Momenti della cerimonia di chiusura all’Arena di Verona

In questo scenario di trionfi e numeri (si parla di ricadute sui territori per 5,3 miliardi di ricavi, 500/600 milioni di gettito in più) premiati anche dal Cio (“abbiamo ricevuto uno standing ovation, e non è banale”) ad illuminare di armonia, bellezza e storie da romanzo ci ha pensato la squadra azzurra. “Italia da 30 e lode perché ha funzionato tutto e il governo non ci è mai stato così vicino”, ha sottolineato il numero uno del Coni, Luciano Buonfiglio, sottolineando la sinergia di tutti, dalle federazioni ai tecnici, ma anche istituzionale, che ha portato al risultato.

La luce si spegne con le immagini del doppio trionfo d’oro di Federica Brignone capace di stupire anche se stessa dopo il grave infortunio della scorsa primavera, la wonder-woman Arianna Fontana in grado di spodestare dal trono (14 podi) dei più medagliati azzurri un totem come Edoardo Mangiarotti, le imprese della mamma volante Francesca Lollobrigida che ha rilanciato ancora un volta il ruolo delle donne madri e atlete.

E poi ci sono da inserire nei libri sportivi di storia una serie di altre ‘favole’, quella di Giovanni Franzoni e Dominik Paris insieme sul podio della libera, della giovanissima Flora Tabanelli nel freestyle, di Federico Tomasoni argento nel nome della fidanzata Matilde Lorenzi morta in allenamento, della staffetta mista dello short track, di quella del pattinaggio veloce che ha piegato gli Usa e il bronzo nel team event di artistico. Oltre all’enorme bottino nello slittino sulla pista delle polemiche, lo Sliding Center di Cortina, struttura che il governo ha fortemente voluto venisse realizzata.

E’ stata l’Olimpiade delle prime volte: mai l’Italia aveva vinto così tanti ori (10), mai era andata a medaglia in dieci discipline diverse. L’effetto onda positiva, e non di stress, di giocare in casa con il proprio pubblico è stato sfruttato in pieno e solo un argento in meno ha negato all’Italia di piazzarsi terza nel medagliere (quarto posto come a Grenoble ’68 e Lillehammer ’94). Ma c’è di più: sono andati a medaglia tutti i quattro portabandiera, Fontana, Pellegrino, Brignone e Mosaner e sul podio sono saliti anche i quattro testimonial che Malagò volle sul palco nel 2019 per promuovere la candidatura dei Giochi (Goggia, Moioli, Confortola e la stessa Fontana). Insomma, tutto perfetto come ha ripetuto Buonfiglio.

Per molti questi Giochi sono stati la chiusura di un cerchio, a dimostrazione di un team un po’ ‘agee’ e che suscita qualche allarmismo in prospettiva futura. E in merito al calo delle nascite le previsioni in termini di minori atleti appaiono infatti negative. Negli ultimi 30 anni ci sono stati cinque milioni e mezzo di atleti in meno fra i 18 e i 35 anni, un dato sottolineato anche dallo stesso segretario generale del Coni, Carlo Mornati. Si chiudono Giochi che fuori dai cinque cerchi non hanno spento i venti di guerra.

E’ mancata la tregua olimpica ma questa non è più una novità. Quello che ha potuto fare Milano Cortina è raccontare storie di vita e di resilienza, “che sembrano un’opera lirica, con grandi emozioni, arie struggenti, tragedie strazianti, trionfi gioiosi e sfondi esotici”, come ha scritto la stampa Usa esaltandone i contenuti. La prima settimana è passata dall’incidente della sciatrice americana Lindsey Vonn nella libera alla dichiarazione politica dello skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, fino alla proposta di matrimonio della sciatrice statunitense Breezy Johnson e all’ammissione di infedeltà di Sturla Holm Laigreid in lacrime per il tradimento.

Si è poi passati alla caduta sul ghiaccio del mito Malinin, alla piccola grande impresa dell’haitiano ‘Richi’ piazzatosi tra i primi 30 nello slalom. Non c’è da stupirsi che tutte queste storie siano state scritte nel Paese che ha inventato la forma d’arte in cui musica e poesia si fondono. E queste Olimpiadi invernali hanno dimostrato di essere l’occasione perfetta per raccontarle.

L’Italia ha vinto e ora si è messa in testa un’altra idea meravigliosa: i Giochi estivi. Ok Roma, ma con “diffusione” in altre città, come scrive nella “Lente d’ingrandimento” il nostro direttore Sandro Bennucci. Giochi estivi che dovrebbero abbracciare anche Firenze e Bologna. Sull’esempio di quelli chiusi dai suoni, fantastici e struggenti, dell’Arena di Verona.

IL MEDAGLIERE FINALE

MedaglieOroArgentoBronzoTot.
1Norvegia18121141
2USA1212933
3Paesi Bassi107320
4Italia1061430
5Germania810826
6Francia89623
7Svezia86418
8Svizzera69823
9Austria58518
10Giappone571224
11Canada57921
12Cina54615
13Corea del Sud34310
14Australia3216
15Gran Bretagna3115
16Cechia2215
17Slovenia2114
18Spagna1023
19Brasile1001
19Kazakistan1001
21Polonia0314
22Nuova Zelanda0213
23Finlandia0156
24Lettonia0112
25Danimarca0101
25Estonia0101
25Georgia0101
28Bulgaria0022
29Belgio0011


Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo