
Guerra in Iran, media israeliani: “Khamenei è morto”. Prove mostrate a Trump e Netanyahu

TEL AVIV – L’ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale dell’Iran, è morto nell’attacco condotto oggi, 28 febbraio 2026, da Stati Uniti e Israele. Ad affermarlo il Times of Israel sulla base delle informazioni fornite da una fonte israeliana. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell’ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un’immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l’emittente israeliana Channel 12, e al presidente americano Donald Trump.
Negli stessi momenti l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha aggiornato diversi alti funzionari a Washington comunicando che l’ayatollah è stato ucciso, come riferisce Axios. Dopo che è circolata la notizia della morte di Khamenei, la gente si è riversata nelle strade di Teheran per celebrare l’evento, con musica ad alto volume e balli. Hanno applaudito dalle finestre delle loro case e gridato: “Questa è l’ultima battaglia, Pahlavi tornerà”.
TRUMP – “Pare che la notizia della morte di Khamenei sia corretta” ha dichiarato Donald Trump a Nbc news. “La maggior parte” dei vertici dell’Iran se n’è andata, ha aggiunto. “Le persone che prendono tutte le decisioni, la maggior parte, se ne sono andate”.
VERTICE A PALAZZO CHIGI – La premier Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza un vertice a Palazzo Chigi per discutere e valutare la situazione di crisi in Medio Oriente. Alla riunione hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e in collegamento il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, il ministro della Difesa, Guido Crosetto (bloccato a Dubai con la famiglia a causa degli attacchi di oggi) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari. Presenti anche i vertici dell’Intelligence.
La riunione fa seguito alla call di questa mattina. Nelle immagini diffuse da Palazzo Chigi, si vedono delle mappe poste sul tavolo ovale della riunione, il titolare della Difesa – che è bloccato a Dubai in attesa della ripresa dei voli – in videocollegamento con il cellulare e la premier che interviene e poi prende appunti. Nella nota diffusa da Palazzo Chigi al termine del vertice si legge: “Il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione e al contempo ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile”.
E ancora: “La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione che è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio e assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani”.
AGGIORNAMENTO DELLE 22.45
Il presidente americano Donald Trump annuncia che Khamenei, 86 anni, è rimasto ucciso nell’attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell’ayatollah, distrutta da 80 bombe. Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un’immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu e allo stesso Trump.
“Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”, scrive Trump in un post su Truth. L’ayatollah “non è stato in grado di evitare i nostri sistemi di intelligence e di tracciamento altamente sofisticati. Abbiamo lavorando a stretto contatto con Israele, non c’era nulla che lui, o gli altri leader che sono stati uccisi insieme a lui, potessero fare. Questa è la più grande opportunità per il popolo iraniano di riprendersi il proprio Paese”, prosegue il presidente americano.
