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Usa e Israele attaccano l’Iran: uccisi membri del regime. Teheran risponde con missili. Allarme in tutto il Golfo

Le immagini delle esplosioni a Teheran

TEL AVIV – Usa e Israele hanno lanciato oggi, sabato 28 febbraio 2026, un attacco all’Iran. Colonne di fumo nero nel cielo della capitale iraniana Teheran, dove sono state udite diverse forti esplosioni. Un “attacco preventivo” per “rimuovere le minacce allo Stato”. Israele annuncia così, di primo mattino, l’avvio delle ostilità contro l’Iran. Un attacco condotto insieme agli Stati Uniti, da dove il presidente Donald Trump lancia il suo avvertimento: Teheran “non avrà il nucleare”, le Guardie Rivoluzionarie depongano le armi o affronteranno una “morte certa”.

Notizie di esplosioni anche a Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah e nella città di Tabriz. Teheran ha risposto lanciando a più riprese missili contro Israele e basi americane nel Golfo.

Israele ritiene che sia stato eliminato il comandante dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, Mohammad Pakpour. Lo scrive il sito di notizie israeliano Ynet. Pakpour era stato scelto dalla Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, come nuovo comandante dei Pasdaran, dopo la morte del predecessore Hossein Salami, ucciso in un raid israeliano durante la guerra dei 12 giorni della scorsa estate.

E’ stata completamente distrutta la residenza della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei. Lo riporta l’emittente israeliana Channel 12, che cita fonti israeliane coperte da anonimato e precisa che non è chiaro se Khamenei si trovasse nel complesso. Il New York Times ha sottolineato come da immagini satellitari emergano danni importanti al compound di Khamenei a Teheran e come risulti il crollo di alcune strutture all’interno del complesso. In precedenza una fonte iraniana precisava che Khamenei non è a Teheran ed è stato trasferito “in una località sicura”.

E’ stata inoltre colpita la casa dell’ex presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejdad. Lo riferisce la tv israeliana Canale 12, senza precisare le sorti dell’ex presidente. Il Consiglio di sicurezza nazionale dell’Iran ha invitato gli abitanti a lasciare la capitale iraniana Teheran dopo gli attacchi.

MEDIORIENTE IN FIAMME – Secondo le tv satellitari arabe, la rappresaglia missilistica delle forze dei Pasdaran ha preso di mira obiettivi americani in tutta l’area del Golfo. Si segnalano attacchi, infatti, contro le basi Usa in Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Secondo i media di Manama, missili hanno preso di mira la base della Quinta Flotta, mentre Qatar ed Emirati sarebbero riusciti per il momento a fermare gli attacchi con missili intercettori. Non è chiara la situazione in Kuwait.

Secondo quanto riferito da fonti iraniane, le forze dei Guardiani della Rivoluzione hanno preso di mira la base aerea di Al Udeid in Qatar, la base di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati e la base della Quinta Flotta in Bahrein. Non è chiaro se questi obiettivi siano stati raggiunti e gli eventuali danni che avrebbero provocato.

Almeno una persona è rimasta uccisa ad Abu Dhabi, dopo che diversi missili sono stati lanciati dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa emiratina, mentre il governo ha denunciato l’attacco come “una flagrante violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale: ci riserviamo il pieno diritto di rispondere a questa escalation”. Diverse esplosioni sono state udite anche a Dubai, riferiscono troupe della Cnn a Dubai. Diverse esplosioni sono state inoltre avvertite nei pressi del consolato degli Stati Uniti a Erbil, nel nord dell’Iraq. Lo hanno riferito all’Afp testimoni sul posto.



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