Festival di Sanremo: vince Sal Da Vinci davanti a Sayf e Ditonellapiaga. Premio Mia Martini a Fulminacci

SANREMO – Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo 2026 con il brano con la canzone ‘Per sempre sì’. Secondo posto per Sayf con ‘Tu mi piaci tanto’, terzo gradino del podio invece per Ditonellapiaga con ‘Che fastidio’. Il premio della critica è stato assegnato a Fulminacci per ‘Stupida sfortuna’; il premio della sala stampa, radio e web, ma anche il premio Tim sono andati a Serena Brancale con ‘Qui con me’; il premio al miglior testo a Masini e Fedez per ‘Male necessario’; infine il premio per la migliore composizione musicale a Ditonellapiaga con ‘Che fastidio’.
PERCENTUALI VOTI -Volata finale al fotofinish tra il vincitore del Festival Sal Da Vinci e Sayf, classificatosi al secondo posto. In base alle percentuali di voto totale, Sal Da Vinci ha ottenuto il 22,2% mentre Sayf ha ricevuto il 21,9% delle preferenze. Terza classificata Ditonellapiaga con il 20,6%, quarta Arisa con il 18,9%, quinti Fedez e Marco Masini con il 16,5%

LE LACRIME DI GIOIA DI SAL DA VINCI – Pianto liberatorio per il vincitore alla proclamazione: “Grazie ma io non capisco niente”, è esploso tra le lacrime il nuovo re di Sanremo abbracciando Carlo Conti dopo essersi inginocchiato davanti all’Ariston in tripudio. “Grazie, questo premio lo voglio condividere con la mia famiglia che mi ha aiutato tanto a superare ogni momento e lo voglio dedicare alla mia città, Napoli”, ha aggiunto Sal Da Vinci.
Una serata finale che fa i conti con l’eco dell’attacco all’Iran e della crisi internazionale: nei minuti in cui fa il giro del mondo la notizia della morte di Ali Khamenei, la serata si apre con la riflessione di Carlo Conti e delle co-conduttrici Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti, che rilanciano l’appello dell’Unicef per i bambini, in particolare nelle zone di guerra. “Da una parte vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze, dall’altra – sottolinea Cardinaletti – si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa accadrà, lo stiamo facendo e continueremo a farlo grazie al lavoro di inviati e corrispondenti”. “Pace, pace”, scandisce il pubblico dell’Ariston a metà serata, al rientro dello spazio del Tg1. E diversi artisti si fanno sentire.
MESSAGGI DI PACE ALL’ARISTON – Le Bambole di Pezza cantano Resta con me, Cleo mostra la scritta Give Peace a Chance ricamata sull’abito sottoveste rosa cipria, e gridano ‘Diamo una chance alla pace’. Leo Gassmann conclude la performance con Naturale con “Abbasso la guerra e le tirannie, viva la pace e l’amore!”. Ermal Meta canta Stella Stellina: la filastrocca è un urlo di dolore “per tutti i bambini silenziati dalle bombe”. Michele Bravi chiude la sua Prima o poi con una riflessione: “Noi qui abbiamo il lusso di festeggiare una serata incredibile, non dimentichiamoci di quello che succede nel mondo”. “Crediamo che la felicità e la pace siano un lavoro collettivo: siamo tutti responsabili e possiamo fare qualcosa sempre”, dicono Maria Antonietta e Colombre, in gara con La felicità e basta.
PASSAGGIO DI CONSEGNE CON STEFANO DE MARTINO – Per la prima volta nella storia del Festival, il conduttore e direttore artistico sul palco, in questo caso Carlo Conti, ufficializza che il suo successore sarà Stefano De Martino. “Ho un grande onore, per la prima volta accade al festival di Sanremo: posso annunciare ufficialmente che Stefano De Martino sarà il conduttore e il direttore artistico del prossimo festival di Sanremo”. Dice Conti, raggiungendo De Martino in platea all’Ariston. “È un onore vero, un gesto di generosità non scontata che ricorderò per sempre, voglio ringraziare la Rai, e ora testa bassa e pedalare”, il commento di De Martino, emozionato. Con questa mossa l’azienda gli consente di avere un anno di tempo per preparare il prossimo festival.
OSPITI – Il superospite è Andrea Bocelli: arriva in sella al suo cavallo bianco Caudillo, all’esterno dell’Ariston, poi al pianoforte – introdotto dalle immagini di Pippo Baudo – canta Il mare calmo della sera, brano scritto tra gli altri da Zucchero, con cui vinse tra le Nuove Proposte nel 1994, e poi Con te partirò. È standing ovation.

Gli eterni Pooh celebrano la loro storia, ma sono sul palco di piazza Colombo dove Conti li raggiunge per il premio alla carriera. La comicità surreale di Nino Frassica riparte da un anno fa, con l’acconciatura alla Malgioglio, il ‘decameron’ del bravo presentatore e le notizie improbabili di Novella Bella.

Si volta pagina con Gino Cecchettin e i 301 nomi delle donne uccise negli ultimi tre anni, che scorrono sullo sfondo della sala. Tra questi, quello di sua figlia Giulia, trucidata nel 2023, e lui si commuove. Il suo messaggio alle donne è che “non sono sole, la loro libertà non è negoziabile, chiedere rispetto è il minimo. Non facciamo la guerra agli uomini, ma al maschilismo tossico che sta minando la nostra vita. L’amore non urla, non ferisce, lascia libera la vita”. E Pausini ricorda il ‘signal for help’, il gesto da fare chiudendo la mano per chiedere aiuto in situazione di violenza domestica o pericolo.

