
Guerra in Iran: missile dall’Iran verso la Turchia, abbattuto dalla Nato. Sottomarino Usa affonda nave militare in Sri Lanka

TEHERAN – E’ il quinto giorno di guerra in Iran oggi, 4 marzo 2026. Continuano gli attacchi di Usa e Israele a Teheran mentre la crisi si estende anche agli altri Paesi del Golfo. La giornata si è aperta con una ondata di raid israeliani in diverse città libanesi – i morti, secondo i media statali, sarebbero almeno 11 – e l’annuncio dei Pasdaran sul “controllo totale” dello Stretto di Hormuz. Dal consigliere di Khamenei quindi il messaggio agli Usa dalla tv di Stato: “Pronti a guerra prolungata, non negozieremo”.
E dopo che Israele ha abbattuto in mattinata un caccia di Teheran, un missile balistico lanciato dall’Iran verso la Turchia è stato intercettato dalle forze Nato sul Mar Mediterraneo. Il missile è stato poi appurato che sarebbe stato lanciato contro Cipro.
Nella giornata di oggi, l’Iran ha intanto attaccato anche il Kuwait con una serie di raid. Nel frattempo in Sri Lanka sono almeno 80 i morti nell’attacco di un sottomarino statunitense contro una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano. Lo ha dichiarato un viceministro degli Esteri dello Sri Lanka in un’intervista a una televisione locale citata dalla Reuters sul suo sito web.
Il traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz è crollato del 90 percento da quando sono iniziati gli attacchi israelo-americani contro l’Iran. Lo ha riferito su X la società di tracciamento del traffico marittimo Kpler. I militari iraniani hanno dichiarato di aver completamente bloccato il traffico lungo la via marittima in cui transita un quinto delle forniture mondiali di petrolio greggio, ma Kpler ha affermato che alcune petroliere intraprendo il viaggio.
“A differenza di molti altri segmenti di navi in cui i movimenti sono in gran parte cessati, alcune petroliere continuano a viaggiare verso est e ovest attraverso lo stretto, con numerosi viaggi effettuati in assenza di segnale AIS”, ha affermato Matt Wright, analista principale del trasporto merci di Kpler, riferendosi al sistema di monitoraggio del traffico marittimo.
IRAQ – Il ministero dell’Energia dell’Iraq ha dichiarato che la rete elettrica nazionale è stata “completamente interrotta in tutte le province irachene”. La causa non è chiara. Le autorità hanno affermato che le squadre stanno lavorando per ripristinare le centrali elettriche e le linee di trasmissione.
Le interruzioni di corrente avevano già colpito la regione semi-autonoma curda dopo che un importante giacimento di gas aveva interrotto le operazioni per motivi di sicurezza. Ieri il ministero del petrolio iracheno aveva dichiarato di aver interrotto la produzione in un importante giacimento vicino a Bassora, citando la carenza di petroliere nel Golfo Persico durante il conflitto.
