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Iran: scelta la nuova Guida suprema. “Il nome Khamenei continuerà”. Anche se Mojtaba sarebbe ferito. Trump: “Non durerà”

Mojtaba Khamenei (Foto d’archivio)

TEHERAN – Iran: scelta nuova Guida suprema, ‘nome Khamenei continuerà’. Trump, senza nostro ok non durerà. La nuova Guida suprema dell’Iran è stata nominata. Spetterà al capo del segretariato dell’Assemblea degli esperti annunciare ufficialmente il nome del successore dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nelle prime battute della guerra lanciata da Israele e Usa contro l’Iran il 28 febbraio, ma un membro dell’Assemblea incaricata della scelta ha affermato che il nome Khamenei come leader dell’Iran “continuerà”.

Nei giorni scorsi era stato indicato come principale candidato il nome del figlio di Khamenei, Mojtaba, che secondo quanto riportato sabato da Ynet sarebbe rimasto ferito in un attentato all’inizio della guerra ma è sopravvissuto. Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva usato toni sprezzanti per riferirsi a Mojtaba Khamenei definendolo un “peso piuma”, ha lanciato un nuovo avvertimento, affermando che chiunque sia il nuovo leader supremo senza il benestare degli Usa durerà poco.

“Dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la ottiene non durerà a lungo. Vogliamo assicurarci di non dover tornare ogni 10 anni”, ha detto il presidente Usa ad Abc News. “Non voglio che la gente debba tornare di nuovo a fare la stessa cosa o, peggio ancora, che abbiano un’arma nucleare”.

Poco prima anche Israele aveva lanciato un ammonimento: l’Idf continuerà a perseguire ogni successore della Guida suprema e chiunque cercasse di nominarlo, ha fatto sapere l’esercito in un post su X in farsi. Al giorno 9 di guerra, gli attacchi continuano a infiammare il Medioriente. In Iran i depositi petroliferi colpiti da Israele hanno continuato a bruciare facendo scattare l’allarme per possibili piogge acide. La Mezzaluna Rossa ha annunciato che “a seguito dell’esplosione e dell’incendio nei depositi di petrolio, un volume significativo di composti tossici, tra cui idrocarburi, ossidi di zolfo e ossidi di azoto, è stato rilasciato nell’atmosfera.

Queste sostanze possono combinarsi con il vapore acqueo presente nelle nuvole e, in caso di precipitazioni, creare piogge acide altamente corrosive”, ha spiegato indicando che “il contatto diretto con questo tipo di pioggia può causare ustioni, irritazioni e danni alla pelle, mentre l’inalazione può causare problemi respiratori”.

Gli obiettivi si stanno estendendo inoltre a infrastrutture civili: il Bahrein ha accusato l’Iran di avere colpito un impianto di desalinizzazione, fondamentale per l’approvvigionamento di acqua potabile. In Arabia Saudita sono state registrate le prime vittime dall’inizio della guerra: 2 persone sono morte e 12 sono rimaste ferite per un attacco che ha colpito un edificio residenziale.

I media israeliani hanno riferito di un primo attacco da parte degli Emirati Arabi Uniti su obiettivi iraniani, ma la notizia è stata poi smentita dal Paese del Golfo, che ha bollato la notizia come “fake news”. Secondo Teheran ci sono 200 bambini e 200 donne fra gli oltre 1.200 morti negli attacchi di Usa e Israele. La situazione è drammatica anche in Libano, dove le vittime degli attacchi israeliani secondo le autorità locali sono quasi 400, fra cui 83 bambini. E sono oltre mezzo milione gli sfollati a seguito di questa prima settimana di combattimenti fra Israele e Hezbollah.

“La situazione è ancora preoccupante in alcune parti, tant’è che abbiamo deciso di ridurre il personale delle nostre ambasciate a Baghdad e a Beirut, rimarrà nelle due sedi solo il personale indispensabile per l’attività diplomatica”, ha fatto sapere il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, riferendo che sono saliti a circa 25mila gli italiani rientrati. Intanto un’esplosione si è verificata nei pressi dell’ambasciata Usa a Oslo, in Norvegia, e gli inquirenti non escludono il terrorismo.

Per lunedì, quando il presidente francese Emmanuel Macron sarà a Cipro per mostrare la solidarietà della Francia, è prevista una riunione in videoconferenza fra i vertici delle istituzioni Ue e alcuni leader mediorientali. Oggi il premier britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump e i due hanno anche discusso “della cooperazione militare fra Regno Unito e Stati Uniti attraverso l’uso delle basi della Raf a sostegno dell’autodifesa collettiva dei partner nella regione”. Volodymyr Zelensky ha fatto sapere che in settimana l’Ucraina invierà degli esperti per fornire consulenza agli Stati Uniti e ad alcuni Paesi del Medioriente su come respingere gli attacchi dei droni iraniani.



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