Fiorentina batte il Rakow (2-1) in rimonta, con un rigore di Gudmundsson nel recupero. Ma ora testa a Cremona. Pagelle

FIRENZE – Era destinato a restare in panchina, Albert Gudmundsson. E invece, proprio lui, sia pure su rigore, in pieno recupero, regala alla Fiorentina la vittoria che le permette di guardare con un po’ di fiducia alla qualificazione per i quarti di Conference. Partita dura, di sofferenza, a Częstochowa, magari dopo un pellegrinaggio a Jasna Gora, davanti alla Madonna Nera alla quale era devoto Papa Woytila. Ma prima, come sappiamo, ci sarà un altro “pellegrinaggio”: lunedì 16 marzo a Cremona. Per la partita forse più delicata della stagione.
CURVA – “Noi vogliamo undici leoni”, gridala Curva a Ranieri e compagni che si avvicinano per rendere omaggio a chi li sostiene sempre. Allora: quattro giorni per tirare il fiato, poi la “disfida” che può valere la salvezza. Intanto questa vittoria, sia pure in extremis e su rigore, ridà morale a un ambiente piuttosto dimesso e abbacchiato. La Fiorentina ha meritato di vincere, anche se ha stentato molto a trovare i gol. E’ andata addirittura sotto per una zampata di Brunes, il cugino di Haaland. Ma ha trovato il pari con Ndour, gran tiro al volo e palla all’incrocio. La vittoria è arrivata su rigore, nel recupero, pern un fallo di mano di Arsenic su cross di Dodò. Glaciale Gudmundsson che ha spiazzato il portiere. Per il resto, Fiorentina con un po’ di luci nella costruzione del gioco, ma con tante ombre in zona gol. Ha debuttato il giovane Braschi, protagonista di uno spunto nel finale. Si ispira a Batistuta. Vedremo. Intanto i tifosi viola possono gioire per una vittoria non scontata.
FRANCHI A “CHIAZZE” – E via con la cronaca. Non è semivuoto, stasera, 12 marzo 2026, lo stadio Franchi. Diciamo che è popolato a “chiazze”. Vistose in Maratona. Circa trecento i tifosi del Rakow, con fumogeni e strioscione rossoblù nel “formaggino” vicino alla Ferrovia. Che invece mostra un discreto colpo d’occhio, nonostante qualche “vuoto”, nello spazio grande, dove stanno i fedelissimi viola.
VANOLI – Le scelte di Vanoli sono semplici: in porta, come annunciato, c’è Christensen. Davanti a lui la difesa a quattro con Comuzzo e Ranieri in mezzo. Ai lati Fortini e Gosens. A centrocampo Fabbian, Mandragora e Ndour. Quindi Parisi e Fazzini ai lati di Piccoli. Nel Rakow spicca il norvegese Brunes, 20 gol in stagione e all’anagrafe cugino di Erling Haaland. C’è poi il nipote di Igor Tudor, Fran, oltre al difensore ex Verona Dawidowicz.
PIENKO – Pronti via e Fiorentina in affanno: al 2′ Pienko se ne va sulla sinistra e arriva fino dalle parti di Christensen, bravo a rifugiarsi angolo. Che non viene battuto bene. La Fiorentina. Il Rakow è molto sbrigativo a metà campo: interventi ai limiti dell’ammonizione su Piccoli e Parisi. L’arbitro bulgaro, Kabakov, lascia correre. Ha quattro presenze in Champions. Mah!
GOSENS – Al 7′ ci prova il Rakow: Lopez calcia da fermo, ma la conclusione è fuori. Reagisce la Fiorentina al 9′: punizione pennellata da Fazzini, Gosens la devia con il tacco e Zych deve esibirsi in una deviazione volante per salvare la rete da quella palla indirizzata verosimilmente all’incrocio. Al 14′ Gosens ancora pericoloso dopo un angolo. Colpo di testa che Zych para senza difficoltà.
FAZZINI – Al 16′ Zych esce male su un lancio lungo per Piccoli. Tudor rimedia in angolo. Si scollina ventesimo con una Fiorentina discreta e manovriera, ma incapace di far breccia. Perchè il Rakow giostra con dieci uomini sotto la linea della palla in un 5-4-1 che non è facile scardinare. Ci potrebbe riuscire al 27′ quando Fazzini, ben appostato in area, sulla sinistra, arriva su un traversone ben calibrato di Parisi, artefice di una gran giocata dopo aver rubato la palla a un polacco, ma la girata al volo di Jacopo è alta. E lui si morde le mani.
STRUSKI – La Curva si fa sentire. Spinge la squadra, riconciliandosi, in qualche modo, dopo i fischi del dopo Parma. Al 32′, finalmente, l’arbitro estrae un giusto cartellino giallo per Struski, colpevole di un intervento in ritardo su Gosens. E’ la prima ammonizione verso un giocatore del Rakow dopo troppa clemenza.
FABBIAN – Piccoli, come al solito, è circondato e fatto “prigioniero” dai difensori avversari. Vanoli prova d avvicinargli Fabbian. L’idea non è malvagia perchè i due viola attirano l’attenzione, mentre Parisi e Fazzini provano ad arrivare in area aggirando il Rakow dalle fasce. Un minuto di recupero. Tiro di Fazzini, parato ma non trattenuto da Zych. Quindi le squadre vanno negli spogliatoi con uno zero a zero che, ovviamente, accontenta più i polacchi dei viola.
In avvio di ripresa, Rakow pericoloso con Brunes: palla persa in uscita dalla Fiorentina, la recupera il cugino di Haaland che si libera al tiro, poi, di sinistro, calcia male. Fuori. Al 4′ giallo per Ranieri: fallo in scivolata su Makuch. Al 5′ cross da destra, Ndour di testa da ottima posizione, forse ostacolato involontariamente da Piccoli. Colpisce male. Fondo. E arrivano le sostituzioni: Vanoli toglie Gosens e Fazzini per Harrison e Gudmundsson. Doppio cambio anche nel Rakow: escono Lopez e Pienko, entrano Diaby-Fadiga e Arsenic.
BRUNES – Doccia fredda sul Franchi al 16′ della ripresa: Fortini e Comuzzo non intercettano un lancio lungo in area, Brunes, il cugino di Haaland, arriva come un falco e batte Christensen da pochi passi. Butto colpo. Dalla tribuna sale un “vergogna!”. Vanoli abbassa la testa. I giocatori viola sembrano abbattuti.
NDOUR – Ma riescono a scuotersi rapidamente. Sessanta secondi, un giro di lancetta del cronometro, ed arriva il pareggio: Ndour, appostato dentro l’area, indovina un tiro di controbalzo, il pallone s’innalza e va a finire raso palo, in rete, alla sinistra di Zych! Uno a uno. Evvai!
PICCOLI – Al 23′ esce Fortini ed entra Dodò. Nel Rakow fuori Struski, entra Bulat. Al 26′ Fiorentina vicinissima al gol: Piccoli, finalmente, riesce a farsi notare, ruba palla a un avvertsario a tre quarti e vola verso la porta polacca. Aspetta l’uscita di Zych e scaraventa una bordata che colpisce la traversa e va fuori. Peccato. Sarebbe stato un gran gol dopo l’azione personale.
BRASCHI – Al 29′ ammonito l’allenatore Tomczyk che protesta in maniera smodata per una rimessa laterale. Al 31′ altra conclusione di Piccoli: inguardabile. Poi, al 34′, Tomczyk toglie Brunes per Rocha. Anche Vanoli cambia: stavolta Mandragora e Piccoli per Fagioli e il “primavera” Riccardo Braschi che compirà vent’anni ad agosto. Al debutto ufficiale in prima squadra. Si ispira a Batistuta. Fra i ragazzi imita spesso la “mitraglia”.
GUDMUNDSSON – Al 40′ giallo per Parisi: fallaccio su Tudor. La Fiorentina prova a vincere. Al 44′ lancio lungo proprio per Braschi anticipato da Zych in uscita. Prima che scattino i 4′ di recupero cross di Dodò da destra intercettato con la mano da … abbondantemente dentro l’area. Rigore. Gudmundsson sul dischetto: portiere a sinistra e pallone a destra, in rete. Due a uno. La Fiorentina vince con il giocatore che non doveva entrare. Non è chiusa qui: nel ritorno a Częstochowa ci sarà da soffrire. Ma non quanto lunedì a Cremona.
Tabellino e pagelle
FIORENTINA (4-1-4-1): Christensen 6; Fortini 5.5 (23’st Dodo 6.5), Comuzzo 6, Ranieri 6, Gosens 5.5 (13’st Harrison 6); Mandragora 6 (37’st Fagioli sv); Parisi 6.5, Fabbian 5.5, Ndour 6.5, Fazzini 6 (13’st Gudmundsson 6.5): Piccoli 5.5 (37’st Braschi sv). Allenatore: Vanoli 6
RAKOW (3-4-2-1): Zych 6.5; Tudor 6, Racovitan 6, Svarnas 5.5; Ameyaw 5.5, Struski 6 (25’st Bulat 6), Repka 6, Pienko 6 (13’st Arsenic 5.5); Lopez 5.5 (13’st Diaby-Fadiga 6) Makuch 6.5; Brunes 6.5 (35’st Rocha sv) Allenatore: Tomczyk 6
Arbitro: Kabakov (Bulgaria) 5.5.
Marcatori: 15’st Brunes, 17′ st Ndour, 48′ st Gudmundsson (rig).
Ammoniti: Ranieri, Parisi, Fagioli, Struski, Tudor, Zych, Tomczyk.
Spettatori: 7.852 per un incasso di 136.938 euro.
