
Guerra in Iran: due esplosioni a Erbil. Antiaerea intercetta i droni. Ghalibaf a Usa e Israele: “Pronti a tutto se attaccate le isole”

ROMA – Due esplosioni sono state udite sopra Erbil, nella regione semi-autonoma curda nel nord dell’Iraq, mentre le difese aeree intercettavano droni sopra la città. Erbil ospita la base italiana colpita stanotte e diverse strutture militari e diplomatiche statunitensi.
MELONI – La premier, Giorgia Meloni, sui social ha scritto: “Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi a seguito dell’attacco: l’Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi”.
MINACCE DI TEHERAN – Nuove minacce da Teheran. Il potente presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che l’Iran “abbandonerà ogni moderazione” se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno una qualsiasi delle sue isole nel Golfo.
Il movimento armato filo-iraniano Hezbollah è entrato in una nuova fase: ” siamo pronti a una lunga guerra”, nella notte lanciati “150 missili” verso Israele. Il ministro della Difesa, Katz, durante una valutazione con i generali dell’Idf, avverte: “Ho avvisato il presidente del Libano Aoun, se non fermano Hezbollah prenderemo il territorio”.
SFOLLATI – Fino a 3,2 milioni di persone sono sfollate in Iran da quando è scoppiata la guerra quasi due settimane fa. Lo ha dichiarato l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati. “Secondo le valutazioni preliminari, tra 600.000 e un milione di famiglie iraniane sono ora temporaneamente sfollate in Iran a causa del conflitto in corso, il che rappresenta fino a 3,2 milioni di persone”, ha dichiarato Ayaki Ito, a capo del team di supporto alle emergenze dell’Unhcr e coordinatore della risposta ai rifugiati per l’emergenza in Medio Oriente. “È probabile che questa cifra continui ad aumentare con il perdurare delle ostilità”.
