Benzina: stretta sulle speculazioni. Nella bozza di decreto anche la segnalazione alla magistratura. E il prezzo del petrolio sale

ROMA – Uno speciale regime di controllo dei “fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti” che coinvolge Mr Prezzi, la Gdf, l’Antitrust per eventuali sanzioni e infine, se necessario, anche la magistratura “per verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative'”.
Lo prevede un articolo contenuto in una bozza ancora provvisoria del decreto contro il caro-benzina allo studio del governo.
Tutto questo perchè torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all’impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti, che nella mattinata di oggi, 18 marzo 2026, perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.
Il petrolio continua ulteriormente la salita dopo che l’Iran ha promesso di rispondere agli attacchi alle sue infrastrutture energetiche. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile. Il Wti a New York sale del 2,33% a 98,45 dollari la barile.
Proprio sull’innalzamento dei prezzi del greggio dopo la crisi in Medio Oriente per la guerra in Iran, con un faro anche su possibili fenomeni di speculazione, è a lavoro il governo italiano. Il dossier carburanti è stato al centro di un incontro a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Il governo, secondo quanto si apprende da diverse fonti, sta limando gli interventi contro i rincari dei carburanti. Sul tavolo, per il momento, ci sarebbero risorse sotto il miliardo. Si tratterebbe di un primo pacchetto di misure a tempo – si ragiona su un orizzonte di qualche settimana – ma “siamo pronti a proseguire”, assicurano le stesse fonti, se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare.
