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Guerra in Iran: petrolio a 115 dollari al barile. Borse: nuovo calo. Milano perde il 2%

MILANO – Finchè c’è guerra “non c’è speranza”. Parafrasando un vecchio film di Alberto Sordi si disegna la situazione sui mercati e nelle borse mondiali. n si arresta la caduta delle Borse europee con l’escalation del conflitto in Medio Oriente e il balzo del petrolio che sale fino a 115 dollari al barile e del gas che ripiega a 66 euro dopo aver toccato in apertura il picco di 74 euro a megawattora.

Milano lascia sul terreno il 2%, così come Francoforte. Parigi perde l’1,5%, Madrid l’1,9% e Londra l’1,57%. Lo spread tra Btp e Bund si allarga ancora verso gli 84 punti. Anche i rendimenti dei titoli di Stato salgono con il decennale italiano al 3,81%.

L’escalation in Medio Oriente, con gli attacchi a raffinerie e infrastrutture del gas, mette sotto scacco i listini europei. Già un segnale era arrivato dall’Asia, in rosso con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull’inflazione. Al clima generale contribuisce poi il messaggio restrittivo da parte della Fed mentre oggi è attesa la Bce.

Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 68 euro al megawattora con un rialzo del 24%. Sale anche il petrolio con il brent che supera i 116 dollari (+8,19%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile. L’oro scende del 5% a 4.700 dollari mentre l’argento cede oltre il 10% poco sopra i 70 dollari l’oncia. Sempre a inizio giornata, tra le singole Piazze, Francoforte perde il 2,2%, Milano l’1,6%, Parigi l’1,555, Londra l’1,68, Madrid il 2,3%. Lo spread tra Btp e Bund è oltre gli 83 punti. Salgono anche i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano al 3,8%. L’Oat francese è al 3,65% mentre il 10 anni tedesco sfiora il 3%. Sul fronte dei cambi l’euro è abbastanza stabile sul dollaro. La moneta unica passa di mano a 1,1450 sul biglietto verde.

ASIA – Borse di Asia e Pacifico in caduta con Tokyo in testa dopo che la Boj, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull’inflazione. Tokyo in chiusura lascia sul terreno il 3,38%. Hong Kong perde oltre il 2%, Shenzen il 2,27%, Shanghai l’1,39%, Seul il il 2,7%.

Anche l’impennata dei prezzi del petrolio e l’escalation del conflitto in Medio Oriente alimentano ulteriori i timori sulle prospettive economiche globali. Al clima generale ha contribuito poi il messaggio restrittivo da parte della Federal Reserve mentre oggi è attesa la Bce. L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street. 



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