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Monopattini elettrici: targhino, casco, limiti, assicurazione. Le nuove norme da rispettare a tutela di tutti

Monopattino (Foto d’archivio)

Dal 16 maggio 2026 sarà obbligatorio, per i conducenti di monopattini elettrici, il “targhino”. Nei giorni scorsi, infatti, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha definito l’apposita piattaforma online, necessaria a gestire i contrassegni in questione, già previsti dalla riforma al codice della strada entrata in vigore il 14 dicembre 2024.

L’obbligo del targhino rientra in un più ampio pacchetto di nuove norme, come quelle sulla sospensione breve della patente e sulla guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti e alcoliche, introdotte per raggiungere due obiettivi fissati dalla Commissione europea. Il nostro Paese, infatti, al pari di tutti gli Stati membri, deve dimezzare sinistri stradali e decessi entro il 2030, nonché azzerarli entro il 2050.  Sinistri, feriti e decessi con i monopattini: per ISTAT sono cresciuti

Dai dati ISTAT emerge un significativo incremento dei sinistri stradali che hanno interessato i monopattini elettrici, passati dai 564 nel 2020 ai 3.895 nel 2024. Anche i conducenti rimasti feriti sono aumentati, poiché erano 2.787 nel 2022, diventando 3.751 nel 2024. La crescita ha riguardato anche le persone decedute: 23 nel 2024 a fronte di una sola nel 2020, 6 nel 2021, 16 nel 2022 e 21 nel 2023.

Le modifiche normative introdotte sui monopattini elettrici, pertanto, mirano a scoraggiare le condotte di guida scorrette e, al contempo, proteggere tutti coloro che utilizzano le strade.

Dotazioni e potenza dei monopattini elettrici

I monopattini elettrici già ora non possono avere una potenza superiore a 500 W. La sanzione applicabile per la trasgressione è compresa tra 200 e 800 euro, con l’aggiunta del sequestro del mezzo.

Tutti le dotazioni di bordo obbligatorie rientrano il clacson, le luci anteriori e posteriori fisse, le frecce, i freni su ambedue le ruote, il regolatore della velocità. Quest’ultima non può superare i 20 km/h, ma il limite scende a 6 km/h nelle aree pedonali. La violazione del limite di velocità prevede una sanzione da 50 a 100 euro.

Strade percorribili e parcheggio

I monopattini elettrici possono circolare solo su strade urbane ove vige il limite di velocità di 50 km/h, mentre non possono percorrere le piste ciclabili e neppure transitare sui marciapiedi. Il loro utilizzo è vietato, quindi, su tangenziali e su strade extraurbane.

Il parcheggio di tali mezzi può avvenire solo negli stalli per la sosta a loro dedicati oppure in quelli riservati a bici e moto. Non è consentito posteggiarli sui marciapiedi, salvo che su specifiche aree appositamente delimitate. 

Casco, assicurazione ed età

L’età minima per mettersi alla guida di un monopattino elettrico è di 14 anni, senza che sia necessario conseguire la patente.  Il conducente non può trasportare altre persone, oggetti o animali: la sanzione per l’inosservanza va da 50 a 250 euro.

Tutti, anche i maggiorenni, sono già obbligati a indossare il casco protettivo. Quest’ultimo deve riportare la dicitura UNI EN 1078 o 1080. La sanzione per il mancato uso è sanzionata da 50 a 250 euro. 

Per poter circolare occorre avere stipulato una polizza assicurativa: tale obbligo entrerà in vigore dal prossimo 16 maggio.

Targhino: caratteristiche e funzionamento

L’obbligo di circolare con il targhino, come già anticipato, sarà in vigore dal prossimo 16 maggio. La mancanza dello stesso, stampato dal Poligrafico e Zecca dello Stato, potrà essere sanzionata da 100 a 400 euro.

Si tratta di una targa differente rispetto a quella delle moto: è, infatti, un contrassegno plastificato e adesivo, non rimuovibile. Di forma rettangolare, è composto da sei caratteri alfanumerici disposti su due righe, da applicare sul parafango posteriore oppure sulla parte anteriore del piantone dello sterzo. 

I monopattini non sono registrati come veicoli, ma vengono associati al codice fiscale del proprietario. Il legame tra quest’ultimo e il mezzo facilita l’identificazione di coloro che violano le regole della strada.

Sarà più semplice, quindi, risalire al responsabile di eventuali danni derivanti dal cattivo uso del monopattino elettrico. Grazie al collegamento con Ania, inoltre, potranno essere scoperti coloro che non avranno contratto la copertura assicurativa.

La domanda di rilascio del targhino va presentata alla Motorizzazione Civile, utilizzando l’apposita piattaforma online, accessibile tramite SPID o carta d’identità elettronica. La richiesta può essere fatta da un maggiorenne oppure, se si tratta di un minorenne, da chi ne esercita la potestà genitoriale. Sarà possibile, prossimamente, chiederlo anche tramite le agenzie di pratiche auto.

Il costo complessivo è di circa 38 euro, tra targhino (8,66), spese di bollo (16), diritti amministrativi (10,20) e servizio PagoPA (circa 2). A ciò va aggiunto, nel caso dell’intermediazione di un’agenzia, la spesa per il servizio chiesto alla stessa. 

Il richiedente il targhino, dopo la lavorazione della domanda da parte della Motorizzazione Civile, potrà prenotare con tale ufficio il ritiro del contrassegno allo sportello.

In caso di deterioramento, furto o smarrimento del targhino, oppure di furto e smarrimento del monopattino elettrico, il richiedente deve presentare denuncia entro 48 ore alle autorità di polizia, inserendo nella piattaforma online del MIT gli estremi della denuncia. A tali adempimenti consegue la cancellazione del contrassegno. 

Se il monopattino viene venduto, il vecchio proprietario dovrà chiedere la cancellazione del contrassegno, mentre l’acquirente dovrà attivarsi per ottenere un nuovo targhino, sempre tramite la citata piattaforma.

Controlli ed educazione stradale

Tutti noi possiamo notare, ogni giorno, persone che utilizzano il monopattino elettrico violando le regole stradali, tra contromano, velocità eccessiva, mancanza del casco e passeggero trasportato.

La difficoltà di perseguire tali infrazioni è dipesa, finora, dall’impossibilità di risalire ai responsabili, a causa dell’assenza di elementi identificativi dei mezzi, tali da permettere il rintraccio dei relativi conducenti. Dal prossimo 16 maggio, invece, sarà possibile per le forze di polizia dare un volto a chi commetterà le infrazioni.

Occorreranno, quindi, più controlli mirati da parte delle forze di polizia, in modo da scoraggiare sul nascere i conducenti poco virtuosi. Ma sarà necessario, nel contempo, insistere sulle campagne di educazione alla sicurezza stradale, per far comprendere a tutti quelle che possono essere le conseguenze di una guida scorretta. 

Proprio a Firenze, lo scorso 10 marzo, circa 150 studenti dell’Istituto Elsa Morante hanno partecipato alla giornata conclusiva del progetto triennale “Guidiamo usando la testa”. L’iniziativa, giunta in tutt’Italia al secondo anno, è stata voluta dall’Osservatorio for independent thinking, in collaborazione con Autostrade per l’Italia. Gli studenti, anche attraverso l’incontro con esperti, hanno potuto acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono su strada.

Le nuove regole di guida, associate all’educazione stradale, potranno essere utili a ridurre la sinistrosità nel nostro Paese. Spetta, ora, anche a ognuno di noi agire per contribuire a raggiungere quell’obiettivo.  

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