Nazionale, missione mondiale: Gattuso è deciso. Kean pronto. Chiesa rinuncia alla maglia azzurra

E’ un’Italia incerottata ma consapevole della propria missione quella che si appresta a disputare il playoff che assegna uno degli ultimi biglietti rimasti per il Mondiale 2026. Il primo ostacolo, giovedì 26 marzo 2026, a Bergamo, è rappresentato dall’Irlanda del Nord. Non pensiamo al 1958, quando proprio i nordirlandesi imopedirono agli azzurri di andare al Mondiale svedese, quello che vide sbocciare Edson Arantes do Nascimiento, ossia Pelè.
Oltre, alla possibile sfida in trasferta contro Scozia o Bosnia, che potrebbe schiudere la porta per la fase finale del mondiale, Gattuso non vuole pensare: “Nessun alibi, dobbiamo pensare solo alla partita di giovedì. Scegliere i giocatori che stanno meglio e scendere in campo, solo questo adesso conta – esordisce in conferenza stampa a Coverciano – Abbiamo lavorato tanto e ora testa alla partita di giovedì senza pensare al passato, ai Mondiali vinti”.
La posta in palio, per una Nazionale che non partecipa alla Coppa del Mondo dal 2014, è altissima. Lo sa il gruppo, lo sa il selezionatore, lo sanno tutti. Lo sa anche Moise Kean, che dimenticherà, almeno per qualche giorno, le sostituzioni piccate di Paolo Vanoli. Moise vuol far bene in Nazionale, forse anche per schiudersi altre porte dopo la Fiorentina. Sa che il Milan lo vuole e lo corteggia. Però questa è un’altra storia. Ora la scena se la prende la Nazionale.
Nonostante i problemi fisici rimediati, Kean ma anche nessuno degli altri convocati ha voluto rinunciare a priori alla convocazione. Scamacca è alle prese con un guaio all’adduttore e verrà monitorato giorno dopo giorno al pari di Bastoni (“speriamo di averlo presto, chapeau a lui per la professionalità”), Tonali dovrebbe farcela, Mancini deve smaltire un affaticamento. Anche Calafiori non è al meglio (“ha sentito un piccolo dolorino”), ma stringerà i denti.
L’unica eccezione è rappresentata da Federico Chiesa, che non indossa la maglia azzurra dalle notti magiche dell’Europeo 2024. E che resterà a guardare anche stavolta. “Le teste dei giocatori non sono tutte uguali. Aveva dei timori, non se la sentiva ed è tornato a casa, e devo accettarlo – evidenzia il ct – Quando una persona non sta bene ho imparato che non devi insistere”. Al suo posto ci sarà Cambiaghi.
Per l’appuntamento cruciale, Gattuso ha deciso di puntare sul gruppo assemblato in questi mesi. Ecco spiegata la mancata convocazione di Zaniolo e Bernardeschi, di Orsolini e Fagioli. “Avevo voglia di affrontare queste due partite con le mie certezze, ho grande fiducia nei giocatori che ho chiamato. Questo gruppo merita una gioia. Ho lavorato per crearlo”, spiega l’ex centrocampista del Milan, che non vuole ‘caricare’ troppo la squadra.
“Sono due mondiali che non partecipiamo. Ora dobbiamo alleggerire i ragazzi – confessa – Abbiamo lavorato in questi mesi per riuscire a essere squadra, a tener botta. Abbiamo una grande occasione”. In vista del primo dentro o fuori di Bergamo la principale indicazione è quella di “restare lucidi e annusare il pericolo – avverte Gattuso – Serve anche rispetto per l’avversario, sono una squadra con grande cuore e fanno paura sui calci piazzati”.
Il ct però si fida dei suoi ragazzi ed è convinto di poter riportare l’Italia al Mondiale. “Dobbiamo arrivare alla partita con spensieratezza, non dobbiamo soffocarli e stargli addosso 24 ore su 24 – conclude – Sembra che i nostri giocatori siano degli scappati di casa, mentre invece sono giocatori che hanno vinto tanto e sono abituati a giocare queste partite”.
