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Prato: lancio di droga e cellulari con la fionda nel carcere della Dogaia. L’intervento delle guardie penitenziarie

Carcere della Dogaia a Prato (foto Ministero della Giustizia)

PRATO – La droga e i cellulari, nel carcere la Dogaia, a Prato, arrivano anche con lanci fatti con le fionde. Lo fa sapere la procura della Repubblica pratese, guidata da Luca Tescaroli, la quale, attraverso un comunicato,  segnala che proseguono i lanci di pacchetti con droga dall’esterno del carcere per approvvigionare i detenuti.

La Procura rileva pure che “la collaborazione da parte dei detenuti continua a rivelarsi particolarmente fruttuosa” e “si auspica che tale atteggiamento si incrementi per rendere ancora più efficace le attività investigative proiettate a ripristinare il controllo di legalità”.

Quindi la segnalazione che “il 17 marzo gli agenti penitenziari hanno scoperto un uomo che, pancia a terra, mimetizzato tra la vegetazione esterna, a 50 metri dal carcere, stava legando un pacco con due panetti di hashish a una lenza da pesca, che poi i reclusi avrebbero recuperato”.

E ancora: “L’uomo è scappato e le guardie penitenziarie hanno trovato l’involucro, contenente anche due cellulari (uno è un mini smartphone). Le comunicazioni con l’esterno dei detenuti sono vietate a meno che non ci sia autorizzazione specifica. Il numero non adeguato di personale – spiega la procura di Prato – non ha consentito di bloccare il fuggitivo”.

Il 21 marzo, nel pomeriggio, i poliziotti hanno trovato nella cinta carceraria due panetti di hashish per un totale di un etto dopo un lancio dall’esterno e anche in questo caso il lanciatore è fuggito. Invece il 23 marzo, intorno alle 17,30, sono stati sequestrati due dispositivi elettronici nel Reparto di Alta sicurezza, nella nona sezione dove un detenuto dentro per estorsione, furto e associazione di stampo mafioso ne stava usando uno in cella; faceva una videochiamata.

L’altro telefono era in una cella con tre detenuti, nascosto nel muro, spento e senza la scheda sim. Murare i cellulari consente spesso di eludere i rilevamenti con apparecchiature elettroniche.



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