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Anm: Giuseppe Tango nuovo presidente. “Ora riannodare dialogo con la politica. Per migliorare davvero la giustizia”

Toghe

L’Associazione Nazionale Magistrati ha eletto il nuovo presidente, Giuseppe Tango. Che immediatamente ha detto: “Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l’interlocutore politico. Non posso che ringraziare tutti voi, tutti i componenti del Comitato direttivo centrale: avete scelto di riporre la vostra fiducia in me, e mi impegnerò sino in fondo per non deluderla, in alcun modo”.

Il giudice palermitano ha ringraziato il suo predecessore, Cesare Parodi, “per la sua instancabile opera e per il tratto umano con cui ha condotto l’Anm” prima di ribadire che 2ci metteremo tutti al lavoro, insieme agli altri attori della giurisdizione, per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, che ha problemi di cui siamo ben consapevoli perchè li viviamo quotidianamente: sempre a beneficio dei cittadini”.

“Non vorrei sbagliarmi, ma credo di essere il primo palermitano a essere nominato alla presidenza nazionale dell’Anm: questo mi inorgoglisce oltremodo da un lato, dall’altro sento ancora di più la responsabilità di rappresentare quella magistratura che, da sempre, ha saputo costruire, grazie ai suoi illustri esponenti, un rapporto di forte fiducia con la società civile, finanche nei momenti più drammatici della nostra storia. Di questa fiducia – conclude Tango – noi tutti dobbiamo dimostrare di essere all’altezza”.

Nei palazzi della politica, ufficialmente e no, l'”apertura” del nuovo presidente di Anm è stata apprezzata. Tango ha lasciato intendere che non ci dovranno essere tanti protagonisti a interfacciarsi con la politica, ma che Anm dovrà parlare una sola lingua. Per evitare polemiche inutili e fraitendimenti. A una settimana dal referendum questa potrebbe essere una prima risposta adeguata, diciamo pure una proclamazione d’intenti, in un Paese completamente spaccato dal voto sul referendum.


Sandro Bennucci

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