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Moise Kean, autore di un gol spettacolare contro l'Irlanda del nord (foto dai social della nazionale)

Italia, Gattuso e Kean: attenti alla trappola, lo stadio di Zenica è una polveriera. Il lontano precedente della Fiorentina

Moise Kean, autore di un gol spettacolare contro l'Irlanda del nord (foto dai social della nazionale)

FIRENZE – I bosniaci, Edin Dzeko in testa, si sono arrabbiati per l’esultanza degli azzurri alla loro vittoria, ai rigori, contro il Galles. L’hanno presa come un’offesa, ossia come se l’Italia li avesse individuati come il “male minore” nella sfida finale dei play-off per l’accesso al Mondiale. Ci sono state scuse e chiarimenti, ma io so bene che quel piccolo stadio di Zenica (appena 15 mila spettatori, che si ridurranno a 9mila per la punizione inflitta dalla Fifa dopo le intemperanze dei tifosi durante la partita con la Romania) può diventare una polveriera.

E’ intitolato a Bilino Polje, lo stadio di Zenica. Senza pista d’atletica, le tribune stringono il campo, il tifo arriva addosso ai giocatori, il rumore non si disperde. E diventa assordante. Ne fece le spese la Fiorentina, nel 1972, nella finale di ritorno di Mitropa Cup. Fu la mia prima trasferta all’estero da inviato di “Stadio”. Il “Bilino Polje” era stato finanziato dagli operai del polo metallurgico. Lo chiamavano il “San Siro in miniatura”. C’era ancora la Jugoslavia di Tito. Il Celik Zenica aveva pareggiato la finale di andata a Firenze: 0-0. Il ritorno si annunciava infuocato.

Sulla panchina viola sedeva Nils Liedholm, il capitano era De Sisti. Proditoriamente “azzoppato” e costretto a uscire dopo 8 minuti. Primo tempo di botte e colpi proibiti, mai puniti dall’imbarazzante arbitro Marshall, austriaco. Nella ripresa fece gol Sergio Clerici, centravanti viola solido e preciso. Marshall annullò per un fuorigioco, che la stessa tv slava definì “inventato”. Il Celik, spinto dal pubblico che spronava i giocatori facendo sentire loro il fiato sul collo, trovò un gol avventuroso. Che gli consegnò la Mitropa Cup. Rabbia della Fiorentina e di De Sisti, che saltò la partita successiva. Dove? A Verona. Al suo posto debuttò un ragazzino di 18 anni: Giancarlo Antognoni.

Chiusa la lunga parentesi, ecco l’invito agli azzurri di stare molto attenti a quello stadio e al “fuoco” dei tifosi bosniaci. L’Italia si sta preparando. Anche mentalmente. Rino Gattuso ha ancora l’allenamento di domani e la rifinitura di lunedì (con un cambio di programma l’allenamento ufficiale si svolgerà la mattina ancora a Coverciano, perché gli azzurri raggiungeranno Sarajevo nel pomeriggio, con conseguente slittamento alle 19.15 della conferenza del ct) per decidere e valutare ogni scelta, ma i segnali propenderebbero verso la riconferma della formazione che è stata schierata all’inizio venerdì a Bergamo nella semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord.

Ovviamente infortuni e imprevisti permettendo. Fatti i debiti scongiuri Gattuso martedì sera a Zenica contro la Bosnia di Edin Dzeko dovrebbe partire con Donnarumma tra i pali, Mancini, Bastoni e Calafiori in difesa, Politano e Dimarco sulle fasce, Tonali, Locatelli e Barella in mediana, Retegui e Kean in attacco. Gli unici veri dubbi al momento riguarderebbero Bastoni che pur essendo regolarmente sceso in campo tra i titolari a Bergamo non ha ancora del tutto smaltito la botta alla caviglia e alla tibia rimediata nel derby.

In ogni caso il centrale dell’Inter oggi ha disputato l’allenamento che peraltro si è svolto per la prima volta da quando è iniziato il raduno a Coverciano a ranghi completi, presente anche Scamacca pur allenandosi in modo ridotto rispetto ai compagni. L’altro nodo che il ct lascerà aperto fino all’ultimo, chiama in causa il reparto offensivo dove il giovane Pio Esposito, entrato molto bene in partita contro l’Irlanda del Nord, insidia Retegui a fianco dell’inamovibile Kean.

Bisognerà vedere se Gattuso opterà per l’esperienza dell’italo argentino o per la freschezza del centravanti nerazzurro. Per domani pomeriggio è prevista un’altra sessione di lavoro a porte chiuse (non sono previste neppure conferenze stampa) mentre quella di oggi pomeriggio è stata preceduta dallo studio al video della Bosnia. A Coverciano, insieme al gruppo azzurro, si trovano il presidente federale Gabriele Gravina e Guglielmo Vicario che pur indisponibile dopo l’intervento per un’ernia inguinale a Londra è voluto stare vicino ai compagni che seguirà anche a Zenica.

Il portiere del Tottenham ha anche partecipato alla serata libera concessa da Gattuso ieri sera aggregandosi insieme allo juventino Locatelli al gruppo degli interisti formato da Barella, Dimarco, Bastoni e Pio Esposito che si sono recati a cena in un noto ristorante a Montebeni, sopra Settignano, famoso per le bistecche e frequentato da tanti fiorentini e personaggi famosi, calciatori e sportivi compresi. Da segnalare che Vicario è da tempo accostato proprio all’Inter per sostituire dalla prossima stagione Sommer. Ma questa, carissimi, è un’altra storia. Per ora tenete in mente quella della Fiorentina a Zenica. Augurandoci di superare la dura prova di martedì 31 marzo.


Sandro Bennucci

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