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Reddito di reinserimento in Toscana: dal 2 aprile le domande. Assegno mensile di 500 euro. E controlli “anti truffa”

FIRENZE – Non lo hanno voluto chiamare reddito di cittadinanza anche per non rievocare Di Maio e la sua esultanza, una sera a Palazzo Chigi, per aver “abolito la povertà”. Ma è comunque una richiesta dei Cinque Stelle per far parte dell’alleanza che sostiene la giunta di Eugenio Giani in Toscana. Si chiamerà “reddito di reinserimento lavorativo”. Via alle domande dal 2 aprile 2026.

L’iniziativa è finanziata con 23 milioni di euro, per dare un assegno di 500 euro mensili per nove mesi ai disoccupati con Isee inferiore a 15mila euro che non possono più percepire sussidi di disoccupazione. La domanda potrà essere presentata sul sito della Regione Toscana, oppure presso i Centri per l’impiego.

La platea potenziale di percettori del reddito regionale è stimata in circa 11mila toscani. Per Eugenio Giani, presidente della Regione, il reddito rientra nella prospettiva di “una Toscana che guarda agli ultimi, che guarda a coloro che si trovano nelle condizioni di maggiore fragilità e difficoltà”, a condizione che “si orientino con una formazione professionale che li renda poi competitivi sul mercato”, e “se vediamo il successo della misura” allora si cercheranno “altre risorse nel contesto delle risorse regionali o dei fondi europei, in particolar modo il Fondo sociale europeo”.

Il governatore ha osservato che “non avremmo potuto fare un reddito di cittadinanza come può fare lo Stato, possiamo intervenire con leggi che hanno come riferimento la competenza della Regione, e fra esse ci sono le politiche attive del lavoro”.

Alberto Lenzi, assessore regionale al lavoro, ha puntualizzato che i 23 milioni di dotazione iniziale “sono residui di gestione, lo ribadisco, non sono fondi legati a politiche attive che non abbiamo utilizzato”, e che contro eventuali truffe “ci saranno controlli alla fonte fatti dai nostri uffici”.



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