Skip to main content

Italia fuori dai mondiali, Abodi: “ll calcio va rifondato. E la Figc rinnovata. Un commissario? Ne ho parlato con il Coni”

Il ct Rino Gattuso (foto dai social della Nazionale di Calcio)

La politica fa l’indignata dopo la terza esclusione di fila (12 anni) dell’Italia dalla fase finale del Mondiale. Artemio Franchi, che è stato il più grande dirigente sportivo italiano, tenne fuori il potere politico anche dopo la disfatta con la Corea del Nord ai mondiali inglesi del 1966. Oggi, 1 aprile 2026, giorno successivo dall’eliminazione contro la Bosnia nell’infido stadio di Zenica (pubblico col fiato sul collo dei giocatori, arbitro condizionato dal clima, successe così, nello stesso contesto, alla Fiorentina in una finale di Mitropa Cup nel 1972) il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, alza il livello dell’attenzione. E chiede una risposta più centrata da parte della Federcalcio, spingendo anche l’ipotesi di un commissariamento della Figc.

“Dimissioni di Gravina? Mi aspetto – dice Abodi – una risposta più centrata della Federcalcio. A partire dal presidente Abete, dopo i Mondiali del 2014, ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise”.

“Commissariamento Figc? Parlando con Buonfiglio (presidente del Coni, ndr) potrebbero essere valutate tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci tutti i presupposti”. Quanto all’eventualità che il commissario possa essere Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, Abodi. Insistendo piuttosto sulla necessità di una riflessione di sistema:

“Malagò commissario? Penso che il tempo dei nomi debba ancora venire. Ora deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente”. 

Abodi sottolinea, inoltre, che sul dossier calcio l’attenzione dell’esecutivo è alta e condivisa ai massimi livelli. “Se ho parlato con Meloni? L’attenzione governativa, nel rispetto del ruolo, è massima. C’è sintonia piena con il presidente del Consiglio, ma anche all’interno della maggioranza. Sono convinto che ci sia anche all’interno del Parlamento, che sullo sport ha saputo trovare delle convergenze. Dobbiamo cercare unanimità con lucidità conoscendo la materia, sapendo cosa non possiamo e non vogliamo fare, ma senza rimanere passivi di fronte a un’esigenza improcrastinabile, ovvero quella di rifondare il calcio italiano”.

Abodi si conferma favorevole a discutere di potenziali riforme per rilanciare il calcio italiano: “Obbligo 3 italiani in campo? Il Lecce ha vinto il campionato Primavera senza un italiano in campo. Ogni proposta è buona. Quello che dico è che queste cose avremmo potuto farle prima. Io sono pronto in qualsiasi momento a mettermi al tavolo per discuterne”.

Il ministro per lo Sport e i Giovani, in mattinata, aveva già espresso la sua posizione con un comunicato. “Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un Mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc”.

“Il Governo – conclude Abodi – ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo