Luna: la missione storica di Artemis II, i dialoghi, le scoperte e gli esperimenti degli astronauti

Sulla navetta Orion, gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno conquistato il primo record, battendo il primato della massima distanza dalla Terra finora detenuto dall’equipaggio della missione Apollo 13.
Lunedì 6 aprile, alle 13:56 (le 19,56 in Italia) EDT i quattro astronauti a bordo della missione Artemis II dell’agenzia spaziale statunitense, secondo la Nasa, hanno fatto la storia raggiungendo la distanza di 252.756 miglia (circa 406.000 km) dalla Terra.
Questo traguardo significa che l’equipaggio di Artemis II è stato ad una distanza di 4.111 miglia superiore rispetto a quella raggiunta dalla missione Apollo 13 nel 1970.? Gli astronauti hanno chiesto il permesso di dare un nome a due crateri lunari. Hanno proposto Integrity, il nome della loro capsula, e Carroll, in onore della moglie del comandante Reid Wiseman, scomparsa nel 2020.
I preparativi della lunga giornata che, intorno all’1 di martedì 7 aprile 2026, ha portato gli astronauti di Artemis II al passaggio ravvicinato con la Luna sono cominciati molto presto, intorno alle 7,00 italiane, quando il motore del Modulo di Servizio Europeo (Esm) si è acceso per affinare la traiettoria di Orion verso la Luna.
“Ciao, Artemis 2, sono l’astronauta dell’Apollo Jim Lovell. Benvenuti in quella che un tempo era la mia zona”: è stato il messaggio che ha svegliato di astronauti, registrato dal pilota dell’Apollo 8 nel 2025, poco prima di morire. “È un giorno storico e so quanto sarete impegnati, ma non dimenticate di godervi il panorama”.
Gli astronauti hanno anche eseguito un nuovo test delle tute pressurizzate, realizzate su misura e chiamate Ocss (Orion Crew Survival System), in grado di garantire la sopravvivenza fino a sei giorni. Sono fondamentali sia durante le fasi dinamiche del volo, per esempio durante il lancio e il rientro, sia in caso di depressurizzazione della cabina e dopo l’ammaraggio. Gli astronauti le hanno indossate per verificarne sia la tenuta sia la libertà dei movimenti, per esempio sedendosi sul sedile della navetta e per mangiare e bere. La giornata è proseguita con i preparativi per l’osservazione della superficie lunare, che li ha impegnati per circa sette ore. Sono 35 i punti da studiare e fotografare, compresi i siti nei quali si sono posate al suolo le missioni Apollo 12 e Apollo 14.
Ci sono anche il mare Orientale, un cratere dal diametro di oltre 900 chilometri che si trova al confine tra il lato visibile e quello nascosto della Luna e che al momento del passaggio di Orion sarà completamente illuminato. Sul lato nascosto della Luna si è verificato l’atteso blackout delle comunicazioni con il centro di controllo della Nasa in Texas, riprese circa 40 minuti dopo.
“Mentre accendevamo i motori diretti verso la Luna, ho detto che non stavamo lasciando la Terra, ed è vero”, ha affermato l’astronauta Christina Koch quando il contatto con la Terra è stato ristabilito. “Esploreremo, costruiremo veicoli spaziali. Torneremo. Costruiremo basi scientifiche… Saremo fonte di ispirazione, ma sceglieremo sempre la Terra.”
Gli astronauti hanno osservato, in particolare, il cratere Hertzsprung, dal diametro di circa 600 chilometri. E’ in questo periodo, che è previsto l’avvicinamento massimo di Orion al suolo lunare, a 6.550 chilometri.
Poco più tardi hanno assistito a un’eclissi perché la Luna ha oscurato il Sole. Alle 3,20 italiane le osservazioni del suolo lunare sono completate e alle 8;25 (ora italiana) Orion uscirà dalla sfera di influenza della gravità lunare: sarà l’inizio del viaggio di ritorno verso la Terra. L’ammaraggio dell’equipaggio di Artemis II è previsto al largo della costa di San Diego per le 20:07 circa (ora locale) di venerdì 10 aprile.
