Smart working: nuove regole da oggi, arresto e multe fino a 7.500 euro. Cosa rischiano i datori di lavoro

ROMA – Da due a quattro mesi di arresto e multe fino a 7.500 euro: è quanto rischiano i datori di lavoro se non trasmetteranno, da oggi, 7 aprile 2026, l’informativa scritta ai dipendenti in smart working e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, riguardante gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Le nuove misure, introdotte dalla Legge annuale per le Piccole e Medie Imprese (Legge Pmi), puntano a garantire che il lavoro da remoto avvenga nel pieno rispetto delle tutele previste dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008).
Le nuove regole riguardano principalmente la sicurezza sul lavoro e prevedono sanzioni severe per i datori di lavoro inadempienti. Secondo la legge il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi. La prestazione lavorativa viene eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa
COSA RIPORTA L’INFORMATIVA – L’informativa dovrà indicare i rischi generali e specifici connessi alla modalità di lavoro agile, con particolare attenzione all’utilizzo dei videoterminali e ai rischi correlati, come affaticamento visivo, problematiche posturali e stress lavoro-correlato. Nel documento ci sono anche indicazioni operative e un utile modello di informativa per supportare le imprese nell’adeguamento alle nuove disposizioni.
