
Iran, l’annuncio di Trump nella notte: “Sospesi attacchi per due settimane”. E vincola la tregua alla riapertura di Hormuz

WASHINGTON (USA) – Donald Trump, poco prima delle una di stanotte, 8 aprile 2026, ha accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum per l’Iran, sospendendo l’ultimatum con cui aveva minacciato attacchi massicci contro l’Iran. A condizione che l’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz’. Lo ha affermato il presidente Usa sul suo social Truth.
L’amministrazione Trump si prepara a colloqui diretti con l’Iran. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti secondo le quali per la Casa Bianca a Islamabad dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance, oltre agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Ecco di seguito il testo completo del post di Trump: “Sulla base delle conversazioni con il primo ministro Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir, del Pakistan, nel corso delle quali mi hanno chiesto di sospendere la forza distruttiva che sarebbe stata inviata questa sera contro l’Iran, e a condizione che la Repubblica islamica dell’Iran accetti la COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA RIAPERTURA dello stretto di Hormuz, accetto di sospendere per un periodo di due settimane i bombardamenti e l’attacco contro l’Iran. Questo sarà un CESSATE IL FUOCO da entrambe le parti!”.
E ancora: “La ragione di questa decisione è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari, e siamo molto avanti verso un accordo definitivo riguardante una PACE di lungo periodo con l’Iran e la PACE in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto dall’Iran una proposta in 10 punti, e riteniamo che costituisca una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti di contrasto del passato sono già stati concordati tra gli Stati Uniti e l’Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e perfezionare l’accordo”.
Quindi la conclusione: “A nome degli Stati Uniti d’America, come presidente, e anche in rappresentanza dei Paesi del Medio Oriente, è un onore vedere questo problema di lungo periodo vicino alla soluzione. Grazie per l’attenzione su questa questione! Presidente DONALD J. Trump”
E’ stata una notte con il fiato sospeso in tutto il mondo prima del nuovo annuncio del presidente Usa. Che aveva detto: “Un’intera civiltà morirà stanotte. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”, aveva scritto il presidente Usa su Truth. Una minaccia definita dal Papa ‘inaccettabile’.
Il Pakistan aveva chiesto un ‘cessate il fuoco di due settimane’ per una soluzione definitiva. E Teheran starebbe valutando positivamente la proposta, scrive Reuters sul sito. Il tycoon: ‘Siamo nel mezzo di trattative accese’.
Il regime di Teheran, intanto, aveva esortato i giovani a formare catene umane intorno alle centrali elettriche. Nuovi raid su ponti e infrastrutture mentre la Guida suprema Khamenei sarebbe fuori gioco a Qom, in stato d’incoscienza. I Pasdaran avevano avvertito Usa e alleati: “Non avrete petrolio e gas per anni”. Borse nervose, listini in rosso. Il greggio era volato a 117 dollari.
PALAZZO CHIGI – “La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti”. Nelle ore in cui il mondo ha tenuto il fiato sospeso per le evoluzioni del conflitto in Iran, da Palazzo Chigi è filtrata la preoccupazione per il “rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili”.
La nota, ribadendo la “condanna” delle “condotte destabilizzanti” del regime di Teheran, non cita mai gli Stati Uniti, ma l’ammonimento è chiaramente legato alle minacce di Donald Trump, nell’attesa di capire se seguiranno azioni dirompenti che possono aggravare lo scenario o se – l’ipotesi che rimbalza fra le cancellerie – siano il prologo, come è avvenuto, per un accordo con l’Iran.
La distanza da Washington è stata marcata anche dalla “condivisione” della linea Ue sulla necessità di preservare le infrastrutture civili e la popolazione, nell’auspicio “che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi”.
