Poste Italiane: “Scusa Ameri”, ti dedichiamo un francobollo. Omaggio alla voce di “Tutto il calcio minuto per minuto”

“Scusa Ameri, scusa Ameri…”, ti dedichiamo un francobollo. Ovviamente il provvedimento del ministero del Made in Italy e delle imprese usa un linguaggio più burocratico e pomposo, ma la sostanza è questa: mercoledì 15 aprile 2026 Poste Italiane emette un francobollo ordinario, appartenente alla serie
tematica le Eccellenze del patrimonio culturale italiano, dedicato, appunto, a Enrico Ameri, storica voce di RadioRai in “Tutto il calcio minuto per minuto”, nel centenario della nascita.
Ameri, il collega Enrico, ci ha accompagnato per decenni con la sua cadenza ritmica. essenziale ma piacevole, non da radio taxi. Dava notizie precise, descrivendo, in pochi secondi, un gol, una parata, una decisione arbitrale contestata o no. Memorabili i suoi duetti, sempre molto professionali, con Sandro Ciotti (i due non si amavano ma si rispettavano), Alfredo Provenzali, Massimo Valentini e con il “nostro” Marcello Giannini.
Enrico Ameri era competente e riservato. Lo conobbi a Coverciano, me lo presentò Alfeo Biagi, grande inviato di “Stadio”, il giornale del gruppo de “La Nazione” che poi mi avrebbe assunto. C’erano Artemio Franchi, Ferruccio Valcareggi e Fino Fini. I convocati? Riva, Rivera, Mazzola, De Sisti, Domenghini, Boninsegna, Albertosi e Zoff, Burgnich e Facchetti, ossia i campioni d’Europa del ’68 e vicecampioni del mondo del ’70 dopo la clamorosa semifinale del 4-3 alla Germania.
Enrico Ameri era consapevole del suo ruolo, faceva bene il giornalista ma dava notizie, non i sussurri e i chiacchiericci che non mancavano nemmeno nei ritiro delle nazionali di allora. E la domenica, durante il campionato, dava il meglio. Anche quando lo interrompevano per un inutile calcio d’angolo: “Scusa Ameri, scusa Ameri…”. Lui non bofonchiava, passava professionalmente la linea. Solo a fine carriera si permise, garbatamente, di chiosare: “Magari, la prossima volta, per descrivere l’intervento del massaggiatore, aspetta questo rigore che sta decidendo lo scudetto”.
Il francobollo? Ecco i dettagli ripresi dalla carta ministeriale: tiratura di centottantamila carte-valori postali; La vignetta raffigura un ritratto di Enrico Ameri impegnato in una radiocronaca del campionato di calcio. Sullo sfondo compaiono lo stadio affollato e il campo da gioco. Completano il francobollo le legende “ENRICO AMERI”, “RADIOCRONISTA” e le date “1926 – 2004”, la scritta “ITALIA” e
l’indicazione tariffaria “B”.
Il problema? La reazione, lassù, di Sandro Ciotti. “Ameri sì e io ancora no?”. E, forse, anche quelle di Niccolò Carosio, Nando Martellini, Bruno Pizzul. Che si chiederanno, naturalmente anche loro con garbo, quando le Poste si occuperanno dei telecronisti.
