Lucca: arrestato 33enne per aggressioni sessuali. Avrebbe anche sfondato a calci la porta di casa di una donna

LUCCA – E’ finito in carcere, un uomo di 33 anni, in esecuzione di una misura di custodia cautelare perché accusato di tre diverse aggressioni a sfondo sessuale avvenute ad Altopascio (Lucca), una l’estate scorsa, le altre a gennaio e il 15 aprile. Atti persecutori, violazione di domicilio, molestia o disturbo alle persone e violenza sessuale i reati contestati all’uomo, un immigrato regolare di origine tunisina, senza fissa dimora, nell’ordinanza emessa dal gip di Lucca su richiesta della procura lucchese.
Secondo quanto spiegato dall’Arma che ha condotto le indagini con i carabinieri di Altopascio, l’estate scorsa l’uomo “avrebbe attenzionato una 62enne approcciandola per strada, facendole dei complimenti che lei aveva ignorato, mentre in altre occasioni l’aveva seguita fino al cancello di casa, costringendola a barricarsi dentro per evitare” che potesse entrare.
A settembre poi, nel corso di un episodio analogo, il 33enne sarebbe riuscito a sfondare a calci la porta di casa della donna, l’avrebbe inseguita all’interno e iniziato a molestarla per poi fuggire quando i vicini avevano chiamato i carabinieri. Il 17 gennaio invece, dopo aver bevuto una birra in un bar, “in evidente stato d’ebbrezza”, avrebbe molestato verbalmente la donna addetta al banco, salvo poi allontanarsi quando la donna richiedeva l’intervento dei carabinieri.
Infine, lo scorso 15 aprile avrebbe seguito una 59enne fino al posto di lavoro, avrebbe sfondato a calci la porta d’ingresso e l’avrebbe molestata per poi allontanarsi dopo che la vittima lo aveva colpito con un vassoio. Anche in questo caso, spiegano i militari, la donna, nei giorni precedenti, sarebbe stata più volte seguita dall’uomo.
“I carabinieri della stazione di Altopascio – si spiega sempre dall’Arma -, a conclusione di serrate indagini per tali episodi che stavano destando grande preoccupazione tra la cittadinanza, riuscivano finalmente ad individuare l’uomo che veniva poi riconosciuto da tutte le vittime”.
