Prato, carcere della Dogaia: altri due cellulari trovati nella disponibilità dei detenuti

PRATO – Ancora cellulari nel carcere della Dogaia, a Prato. Ne sono stati trovati e sequestrati altri due: venivano utilizzati dai detenuti. Lo comunica, attraverso un comunicato, il procuratore Luca Tescaroli, allo scopo di far conoscere la situazione di illegalità e vulnerabilità che continua a caratterizzare la struttura carceraria di Prato e “le correlate iniziative intraprese per contrastarne il dilagare”.
Nel comunicato, il procuratore sottolinea che “per comprendere lo spessore del fenomeno criminale nel cui ambito si inseriscono i rinvenimenti”, dal mese di settembre del 2024 a oggi “nonostante due estese operazioni di intervento massivo effettuate il 28 giugno 2025 e il 22 novembre 2025, sono stati rinvenuti e sequestrati 70 telefoni cellulari (di cui 43 solo nel 2025), ulteriori Imei risultano tuttora attive e corrispondenti ad altrettanti apparecchi (sia nell’Alta sicurezza che nel reparto di Media sicurezza), e sono state individuate altre utenze attive nella disponibilità di detenuti in entrambi i reparti”.
E ancora: “Più soggetti sono risultati avere la disponibilità di ruters per connettersi alla rete internet; più detenuti in Alta sicurezza sono risultati gestire propri profili Tik Tok; sono stati sequestrati 35 quantitativi di droga occultati in camere di pernottamento, sala colloqui e spazi comuni” introdotti in carcere in svariati modi, tra i quali anche con il lancio dall’esterno tramite fionde, frecce e droni.
Tescaroli rileva che “la collaborazione dei detenuti continua a rivelarsi fruttuosa” e auspica che possa incrementarsi. Secondo il procuratore di Prato, “l’impiego di strumenti di comunicazione potrebbe essere neutralizzato con appropriati interventi di schermatura e con l’impiego di disturbatori di frequenza”.
