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Paolo Maldini nuovo dt della Nazionale. Malagò: “Ora pensiamo all’allenatore”. Consulente Leonardo

Paolo Maldini, nuovo direttore tecnico della Nazionale (Foto Figc)

ROMA – Primo passo per il futuro della Nazionale azzurra. Obiettivo l’Europeo 2028 e poi il Mondiale 2030. Paolo Maldini ha detto sì. Come promesso dal presidente della Figc, Giovanni Malagò, che aveva annunciato una svolta in settimana, è arrivata dopo una lunga attesa l’ufficialità sul nome di chi assumerà lo storico ruolo che dalle parti di via Allegri non si era mai registrato, quello di direttore tecnico. Il campione del Milan e della Nazionale, che vanta una solida preparazione manageriale, assumerà anche l’incarico di presidente del Club Italia e gestirà tutta la filiera delle nazionali a partire da quella dei ct facendo da raccordo tra giocatori-allenatori e presidente.

Con Maldini a sorpresa arriverà in qualità di consulente anche Leonardo, l’ex calciatore brasiliano con cittadinanza italiana, che ha condiviso con Maldini nel Milan sia il campo che attività dirigenziali. Era stato proprio il brasiliano (ex dirigente nel Paris Saint-Germain) a chiamare Maldini in rossonero nell’estate del 2018.
Un team dunque di alto livello per ridare linfa e vigore ad una intero movimento azzurro che punta a risollevarsi dopo la terza mancata qualificazione al Mondiale. Il progetto è noto, quello di rilanciare la Nazionale, partendo dalla prossima Coppa del Mondo che si disputerà nel 2030, anno del Centenario.

Motivo per cui il contratto è di quattro anni.Malagò nel comunicare la svolta non ha nascosto la propria soddisfazione affermando di aver centrato l’obiettivo che si era prefissato fin dal giorno in cui aveva accettato la corsa per la presidenza in Figc.

“Ho sempre pensato che Maldini potesse essere la persona giusta per sovrintendere a quello che è il settore tecnico della Figc che implica anche la filiera delle nazionali giovanili. Ho cominciato a parlare, in due settimane abbiamo portato avanti idee e progetti entrando nello specifico. Paolo mi ha detto subito che sarebbe stato non solo felice ma sarebbe stato giusto coinvolgere Leonardo come consulente e advisor in questo progetto perchè il lavoro è tanto, impegnativo e sfidante. Sono contento di questo, ho una stima profonda in Leonardo, sono facce della stessa medaglia. C’è un impegno di 4 anni che ci deve portare al Mondiale prossimo del 2030, passando per un europeo”.

Aggiungendo: “Da adesso cominciamo a ragionare per condividere insieme la scelta del nuovo ct. Come ho sempre ribadito non ho parlato con nessuno. Serve un allenatore e credo sia giusto e anche rispettoso che questa scelta si condivida, altrimenti culturalmente sarebbe una prevaricazione da parte del presidente. C’è un discorso anche culturale diverso, è stata una mia idea confrontarsi anche se so che l’ultima responsabilità è la mia insieme ai colleghi del consiglio federale”.

Ora Maldini e Leonardo inizieranno a discutere del ct e occorrerà capire se i nomi che sono circolati finora (da Antonio Conte e Roberto Mancini passando per la pista straniera con Pep Guardiola) e graditi a Malagò soddisfino anche loro. Ma per il presidente ora la strada è in discesa. Era quella del dt l’ostacolo più duro da superare. E ora che Maldini ha sciolto le riserve (a quanto risulta l’ex rossonero aveva una proposta precedente), si guarda al futuro con maggiore ottimismo.


Sandro Bennucci

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