Gucci: segnali di ripresa, Kering torna a crescere

Kering chiude il primo semestre 2026 con un ritorno alla crescita organica dei ricavi, pari a 7,2 miliardi di euro, e un secondo trimestre che mostra segnali di recupero più evidenti, a partire da Gucci che, da solo, vale quasi il 40% dei ricavi del conglomerato della famiglia Pinault. Il colosso del lusso ha visto le vendite del trimestre salire del 2% e del 3% su base comparabile, a 3,65 miliardi di euro, contribuendo a limitare al 3% la flessione dei ricavi del semestre, attestatisi a 7,22 miliardi (+1% su base comparabile).
Progressi a cui ha contribuito anche Gucci: nel secondo trimestre la flessione dei ricavi della maison fiorentina ha rallentato al 3% (-2% su base comparabile), a quota 1,41 miliardi, a fronte del -9% del semestre, chiuso con vendite per 2,76 miliardi (-5% su base comparabile). Rispetto al primo trimestre le vendite nei negozi gestiti da Gucci sono salite del 7%, a 1,275 miliardi, con “tutte le regioni” in miglioramento. L’utile operativo ricorrente di Kering gruppo si è mantenuto stabile a 921 milioni mentre
l’utile netto delle ‘continuing operations’ è sceso del 60% a 189 milioni, flessione che si riduce a 355 milioni (-12%) se si escludono gli effetti non ricorrenti.
“Nel secondo trimestre Kering ha registrato un miglioramento delle performance, con un ritorno alla crescita dei ricavi. A livello di gruppo, osserviamo i primi segnali di progresso in termini di desiderabilità dei marchi, slancio commerciale e risultati operativi. Il trimestre ha inoltre evidenziato un’accelerazione sequenziale anche per Gucci, grazie alle iniziative intraprese negli ultimi mesi”, ha commentato il ceo
Luca de Meo. L’ex ad di Renault è impegnato dal settembre 2025 in un turnaround che ha portato ad avvicendamenti manageriali e alla vendita di asset – immobili di pregio, tra cui quello di Via Montenapoleone, e la divisione beauty – abbattendo in un anno e mezzo il debito netto di 4,7 miliardi, a quota 3,3 miliardi.
I risultati di Gucci, migliori delle attese degli analisti, hanno spinto gli Adr di Kering a guadagnare fino il 18% a Wall Street, nella speranza che la convalescenza della maison fiorentina lasci presto il posto a un vero e proprio rilancio.
