Accattonaggio con animali: 300 cani sfruttati dal racket delle elemosine in Italia. Molti sono cuccioli

ROMA – Preoccupa il fenomeno dell’accattonaggio con animali, sempre più diffuso in Italia. E’ la denuncia del presidente dell’associazione animalista Aidaa, Lorenzo Croce.
“Sono almeno 300 cani, tra cui moltissimi cuccioli, in possesso del racket delle elemosine, che spesso si trovano nei campi nomadi alle periferie delle grandi città del nord; in particolare Torino, Milano, Venezia, ma anche a Firenze, Ancona e l’Aquila, oltre, ovviamente, a Roma. Si tratta di cani sfruttati, usati da persone che poi vengono a loro volta trattate da veri e propri schiavi. Picchiati e maltrattati sia i cani che gli accattoni-schiavi e lasciati senza cibo se non portano a casa ogni sera una cifra minima di 80-100 euro”.
“Lo sanno tutti quelli che si occupano di tutela di animali a vario titolo che questo racket è gestito dalle organizzazioni malavitose dei paesi dell’est in particolare. Questo orrore, questo nuovo schiavismo
deve finire e per questo chiedo come presidente dell’associazione Aidaa un controllo a tappeto nelle città dove questi operano – conclude – Non basta sequestrare i cani usati per le elemosine, occorre andare a fondo e dare un colpo definitivo a queste organizzazioni che raccolgono complessivamente circa 10.000 euro al giorno, e che diventano diversi milioni di euro ogni anno”.
