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Mancini cambia l’Italia contro la Turchia. Ma il ct pensa a Mandragora e non a Fagioli. La Figc rischia il commissario

Il ct degli Azzurri Roberto Mancini in conferenza stampa a Coverciano (foto dai social della Nazionale Italiana di Calcio)

TORINO – Colpita dai fischi non solo la Nazionale di Mancini, ma tutta l’alta dirigenza della Federcalcio che ora rischia il commissariamento. L’estate dei veleni ha prodotto la sconfitta devastante contro il Belgio, che avrebbe potuto assumere proporzioni da goleada senza le grandi parate di Donnarumma. La batosta impone riflessioni e considerazioni, per evitare che la squadra venga travolta da un eccesso di negatività in un momento già di per sé difficile extracampo per la Figc e Giovanni Malagò.

Se lo immaginava certamente diverso, Roberto Mancini l’inizio della sua seconda avventura in azzurro. Il ko interno contro il Belgio ha confermato la distanza attuale tra l’Italia e le nazionali più forti d’Europa, un gap che non poteva essere colmato in 90 minuti e qualche allenamento a Coverciano.

La Nazionale in questo tour de force di impegni avrà però subito modo di riscattarsi nel secondo match di Nations League, lunedì a Bursa contro la Turchia, piegata 1-0 dalla Francia targata Zinedine Zidane. Per il ct azzurro è un’occasione preziosa per ripartire immediatamente e soprattutto per plasmare una nuova Italia, che inevitabilmente sarà diversa da quella spenta del debutto romano. Un po’ per logiche di turnover, un po’ per testare l’intero gruppo a disposizione.

Il ct non sembra intenzionato a cambiare modulo, dando continuità al 4-3-3 testato in questi giorni. In difesa si rivedrà sicuramente Alessandro Bastoni, pronto a riprendersi il posto al centro dopo aver scontato un turno di squalifica. Sulla corsia destra in rampa di lancio c’è Michael Kayode, una delle novità di queste convocazioni, già a suo agio in Premier League con la maglia del Brentford.

In mezzo dovrebbe esser la volta di Davide Frattesi, protagonista di un ottimo inizio di stagione con la maglia della Lazio, con l’esclusione del giovane Alessandro Romano. In cabina di regia potrebbe esser lanciato Rolando Mandragora, con uno tra Sandro Tonali e Nicolò Barella tenuto a riposo anche in vista della successiva sfida con la Francia, in programma venerdì 2 ottobre, dove non ci sarà lo spauracchio Kylian Mbappè, ko al ginocchio e prossimo al rientro a Madrid. E Fagioli? Fuori dai radar. Incredibilmente. Con tutto il rispetto per Mandragora, non è che il passaggio al Torino lo abbia trasformato in un giocatore fondamentale.

I dubbi principali nella testa di Mancini riguardano invece l’attacco, con Giacomo Raspadori e Daniel Maldini che scalpitano e Gianluca Scamacca che insidia Pio Esposito. E Kean? Al ct non è andata giù quella palla sprecata davanti al portiere che poteva dare l’1-1.

Difficile ipotizzare invece l’impiego di Nicolò Zaniolo, ancora in ritardo di condizione. Per il centrocampista offensivo dell’Udinese più probabile un ruolo da protagonista contro i ‘bleus’. Mancini osserva e riflette, con i fischi dell’Olimpico ancora nelle orecchie e la necessità di dare da subito entusiasmo a un ambiente depresso, prigioniero dei tre Mondiali di fila mancati.


Sandro Bennucci

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