Attentato alla maratona, il mondo prega per Boston

Tanya Gail twitta le proprie scarpe da running: oggi correrà per ricordare le vittime di Boston
In anteprima la prima pagina di The Boston Globe twittata dalla redazione
In anteprima la prima pagina di The Boston Globe twittata dalla redazione

FIRENZE – Mentre l’America dorme, i resoconti di quello che doveva essere un lunedì di festa tratteggiano un’altra tragedia che il Paese deve sopportare: tre vittime, tra cui un bambino di 8 anni, e oltre 140 feriti, di cui almeno 19 gravi. Oltre dieci le amputazioni, come quelle degli arti di due fratellini il cui dolore straziante è stato raccontato dal The Boston Globe.

La maratona di Boston si è trasformata nel peggiore degli incubi. Gli Stati Uniti e il mondo intero tornano a dover fare i conti brutalmente nell’incubo terrorista. Le scene trasmesse dai network americani sono molto crude: come quella del runner 78enne scaraventato a terra dallo scoppio della prima bomba, come la bandiera insanguinata tenuta fra le mani da un attivista americano, come quella della massa di maratoneti spaesati, bloccati, incapaci di comprendere cosa stava succedendo alla loro festa.

La bandiera insanguinata in mano a un attivista americano
La bandiera insanguinata in mano a un attivista americano

La maratona di Boston per il Paese è una grande festa nazionale e, se possibile, anche più sentita di quella di New York. Oggi è diventata il simbolo del terrore. Una parola che il presidente Barack Obama ha fatto attenzione a non pronunciare, ma che rimbalza in ogni rapporto dell’Fbi. Terrorismo legato al fondamentalismo islamico, o forse di matrice interna.

Ancora no  ci sono né rivendicazioni, né sospetti fermati. Per l’America e non solo è il momento della preghiera. Quella che è stata annunciata per stasera alle 20 (ora locale), nella chiesa di Arlington Street, quella che chiedono su Facebook gli americani che hanno vissuto un’altra grande tragedia, l’attentato terroristico dell’11 settembre 2001. Ed è il momento per esprimere la solidarietà. Ognuno lo fa a suo modo: a Brooklyn è stata accesa una scritta luminosa per tutta la notte, una ragazza, Tania Gail, ha twittato le proprie scarpe da running: oggi correrà per loro. Su Twitter si sta usando l’hashtag #prayforboston per raccontare i mille modi di esprimere solidarietà.

Il ricordo delle vittime
Il ricordo delle vittime
Tanya Gail twitta le proprie scarpe da running: oggi correrà per ricordare le vittime di Boston
Tania Gail twitta le proprie scarpe da running: oggi correrà per ricordare le vittime di Boston

Momenti di solidarietà spontanea che ricordano quelli dopo l’attentato alle Torri gemelle. Con la speranza che per il mondo intero non inizi una nuova stagione di terrore.

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Strage di Boston

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