Inquietante rivelazione nel rapporto dell'Istituto di Francoforte

BCE: l’Italia, fra i grandi Paesi Ue, è stata la più penalizzata dall’entrata nell’euro

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento

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La-sede-della-Bce

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FRANCOFORTE – La banca Centrale Europea sembra dare ragione ai nostri euroscettici e mettere in forse la bontà delle decisioni che, nel 1999, portarono l’Italia nell’euro. Nel suo bollettino economico la BCE ci informa che l’Italia “ha registrato i risultati peggiori” in termini di convergenza sul Pil procapite tra i Paesi che hanno aderito all’euro fin dall’inizio. “Tra i paesi ad alto reddito, l’Italia ha registrato una crescita inferiore alla media dell’area dell’euro quasi per l’intero periodo generando un’aumentata divergenza”.
“La convergenza reale fra le economie dopo l’introduzione della moneta unica è stata scarsa – rileva l’istituzione monetaria in un articolo di analisi – nonostante le aspettative iniziali di un’accelerazione del processo catalizzata dall’euro”. Non esiste una relazione chiara fra i livelli del Pil pro capite relativo nel 1999 e la loro crescita relativa fra il 1999 e il 2014. “Di fatto, se si considera il periodo nel suo insieme, esistono alcuni riscontri di una divergenza tra i paesi che hanno adottato per primi la moneta unica in quanto nell’arco di 15 anni diverse economie con redditi relativamente bassi hanno mantenuto (Spagna e Portogallo) o persino accresciuto (Grecia) il divario di reddito rispetto alla media. Inoltre – si legge – l’Italia, inizialmente un paese a più alto reddito, ha registrato i risultati peggiori e questo suggerisce una divergenza sostanziale rispetto al gruppo con redditi elevati”.

Insomma, al di là del tecnicismo dell’esposizione,  secondo la Bce l’euro non ha causato alcun beneficio alle economie più deboli, ha potenziato i divari fra le economie, ha favorito i paesi più forti come la Germania, mentre l’Italia, fra i Paesi con redditi elevati, è quella che ha ottenuto i risultati peggiori. Occorre dunque ringraziare Prodi, Ciampi e compagnia bella che ci hanno fatto entrare nell’euro. Dopo quindici anni siamo arretrati e abbiamo arricchito le economie più forti. Per questo Frau Merkel tiene tanto a mantenere tutti entro la moneta unica: i tedeschi lucrano e tutti gli altri pagano.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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