Dopo l'attentato sull'Amsterdam-Parigi

Treni, terrorismo: il nome dei viaggiatori sui biglietti per i lunghi percorsi. Decisione dell’UE

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

Stampa Stampa
Il treno AV Thalys

Il treno AV Thalys

PARIGI – L’attentato sul treno AV Amsterdam Parigi ha convinto i ministri dei trasporti europei ad alzare la guardia anche nelle stazioni ferroviarie e a instaurare controlli su bagagli e viaggiatori simili a quelli da tempo in uso negli aeroporti. Biglietti nominativi e check in dei bagagli prima di imbarcarsi: i ministri di otto Paesi europei più la Svizzera, riuniti a Parigi per discutere di sicurezza ferroviaria dopo l’attacco al Thalys Amsterdam-Parigi del 21 agosto, hanno deciso di intensificare le misure di sicurezza già esistenti e di mettere in cantiere il biglietto nominativo per i lunghi percorsi. Ma – ha sottolineato Graziano Delrio, ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture che rappresentava l’Italia insieme con il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico – «Schengen non si tocca, perché la libera circolazione delle persone è una scelta di civiltà».

I ministri concordano che è «indispensabile procedere ad operazioni di controllo simultanee e coordinate su tratte mirate»; il ministro dell’interno francese  Bernard Cazeneuve, che ha coordinato i lavori, ha affermayo che ci saranno «più controlli di identità e dei bagagli nelle stazioni» ma anche sui treni «ovunque sia necessario». Più pattuglie miste sui convogli transfrontalieri, biglietti nominativi e – allo stadio di ipotesi – possibilità di autorizzare gli agenti della polizia ferroviaria a consultare direttamente le banche dati di Schengen con le informazioni sulle persone. Per sconfiggere il terrorismo dunque è necessario limitare anche qualche libertà personale.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

Commenti (1)

  • MAURIZIO

    |

    4 gatti un kalashnikov e le liberta’ civili vanno a farsi fottere ?
    mi sa tanto di resa , abbiamo 22 paesi dell’unione europea con altrettanti eserciti che non stanno facendo una mazza al momento , forse sarebbe il caso di usarli un tantino sia in medio oriente che in nord africa ?
    penso che i cosidetti jihadisti avrebbero di che lamentarsi poi.

    Rispondi

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.