Firenze: la Corte dei Conti invita il Comune a sanare irregolarità di bilancio di quand’era sindaco Matteo Renzi

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Politica

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Renzi all'inaugurazione dell'anno accademico in Palazzo Vecchio

Renzi in Palazzo Vecchio

ROMA – I bilanci del Comune di Firenze,  negli anni di riferimento dall’attuale premier Matteo Renzi,  a giudizio della Corte dei Conti, contengono “gravi irregolarità” che comportano insieme “inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio” e “violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. Lo si legge in un’ordinanza della Corte datata 31 luglio, che fa seguito ad una precedente e analoga e invita palazzo Vecchio “ad adottare entro 60 giorni i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio”, pubblicata oggi per stralci dal “Fatto Quotidiano”.

I giudici contabili danno atto all’attuale Giunta di aver “migliorato” rispetto alla gestione Renzi rispetto ad alcune contestazioni, ma denunciano la permanenza di falle censurabili. In particolare, viene denunciato come “la gestione di cassa nel triennio 2011-2013 ha evidenziato l’impiego di fondi aventi specifica destinazione per spese di parte corrente, non ricostituiti al termine dell’esercizio” mentre “potevano essere ricostituiti integralmente con gli incassi avvenuti nei primi mesi del 2014”.Nel dettaglio, vengono elencate “somme correnti depositate nei conti correnti per 5,5 milioni, trasferimenti ministeriali per il funzionamento degli uffici giudiziari per il 2011 e il 2012 per 28,6 milioni, contributi erariali per 5,7 milioni” che avrebbero dovuto essere ricostituite come riserve e che invece la Giunta Renzi ha speso altrove determinando “una sostanziale difficoltà nella gestione dei flussi di cassa” e mettendo a rischio “l’equilibrio e la stabilità finanziaria dell’ente”.

La Corte dei Conti, inoltre, contesta al bilancio degli ultimi quattro anni di palazzo Vecchio la “presenza consistente di residui attivi vetusti” (multe e tasse non riscosse) risalenti a prima del 2009 e che rischiano oramai di non essere più esigibili. E che la Corte chiede di riconteggiare a bilancio come potenziali passività anzichè attività, poichè “la loro elevata incidenza percentuale comporta un potenziale rischio per la tenuta degli equilibri di bilancio negli esercizi successivi”.

 

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