Dopo l'incontro di oggi 28 settembre

Taxi a Firenze, il Comune: «Ne vogliamo 100 in più». I tassisti: «Richieste irricevibili»

di Redazione - - Cronaca, Top News

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Alcuni taxi regolari in sosta nella pizza del Duomo

Taxi Firenze

FIRENZE – E’ di nuovo piena guerra dei taxi a Firenze. Giovanni Bettarini, assessore alle Attività produttive del Comune ha avuto oggi 18 settembre un incontro con le diverse sigle.

IL COMUNE – Ai tassisti «abbiamo proposto 100 licenze in più, geolocalizzazione, centrale telefonica unica e tutti i taxi dotati di bancomat – ha dichiarato Bettarini al termine dell’incontro -. A fronte di questo ci è stato proposto di fare nuove licenze ma temporanee. Questo per noi può essere parte della soluzione, ma la base resta ferma, si deve andare a un bando con nuove licenze, delle quali parte potrà essere temporanea e gestita dalle cooperative, ma solo una parte. La maggioranza delle licenza dovrà essere fissa». Dalla controparte, ha poi precisato l’assessore «abbiamo avuto un’apertura sulla geolocalizzazione che riteniamo positiva. A parte questo, non abbiamo però registrato altri tipi di apertura». Un nuovo incontro tra Comune e tassisti è stato fissato per il 6 di ottobre.

I TASSISTI – Ma la replica all’incontro di oggi da parte delle sigle dei taxi non si è fata attendere. Quella di oggi tra tassisti e Comune di Firenze è stata «una riunione interlocutoria. L’amministrazione resta sulle proprie posizioni, noi restiamo sulle nostre – ha spiegato Claudio Giudici, presidente del 4390 Taxi -. Ci sono delle richieste che secondo noi sono irricevibili, che confliggono con i diritti primari dell’attività».

«Percepisco inoltre un doppiopesismo a seconda delle categorie con cui ci si rapporta – ha aggiunto -. Nel nostro caso o avverto un approccio vessatorio: richiedere a noi un’incentivazione del servizio in questo preciso momento di impossibilità alla circolazione e accettare che il servizio autobus, che serve 100 mila persone al giorno, invece possa tranquillamente ritardare e saltare le corse, secondo me è un manifesto del doppio standard. Per di più noi da anni chiediamo un aggiornamento tariffario che non ci viene concesso anche se è un dovere di legge. Ai bus, il soggetto della mobilità principale, invece, è concesso di aumentare il biglietto del 25%».

Quanto alle richieste del Comune, Giudici spiega che «la geolocalizzazione confligge con una serie di diritti primari, per cui cercheremo di capire come possa essere realizzabile senza pregiudicare diritti e dignità dei lavoratori. C’e’ un problema di fondo, l’idea che noi non si sia a lavorare quando semplicemente siamo immobilizzati. La la velocità commerciale è crollata: siamo sotto i 13 chilometri orari, la media europea è di 19. A quanto pare non si comprende che questa difficoltà è dovuta alla cantierizzazione della tramvia». «Perché – aggiunge Giudici – non ci viene concesso di passare, al fine di velocizzare il nostro servizio, dalle zone pedonali? Perché non vengono eliminati pilomat e catene che ci fanno fare gincane senza capo né coda? Perché non implementare il sistema delle preferenziali, oppure individuare una forma di targhe alterne per fasce orarie o zone della città?». I tassisti, è stato infine spiegato, organizzeranno un’assemblea in vista del nuovo incontro con il Comune previsto il 6 ottobre.

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