Preghiera a porte chiuse

Papa Francesco a Firenze abbraccia i malati nella Santissima Annunziata

di Sandro Addario - - Cronaca, Top News

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Il Papa in piazza della Santissima Annunziata a Firenze

Il Papa in piazza della Santissima Annunziata a Firenze

FIRENZE – È durata poco più di mezz’ora la sosta di raccoglimento e di preghiera di Papa Francesco, nella basilica della Santissima Annunziata a Firenze, insieme a una trentina di malati, invalidi e sofferenti. Una tappa significativa dopo l’uscita dal Duomo, dove Francesco aveva appena pronunciato un lungo e appassionato intervento al Convegno Nazionale Ecclesiale.

Nella Santissima Annunziata, a porte chiuse, l’incontro con chi soffre. Una grande emozione non solo per gli stessi malati e i loro accompagnatori, ma, c’è da crederlo, anche per lo stesso pontefice.

Il maresciallo Giuseppe Giangrande all'uscita dalla basilica della Santissima Annunziata

Il maresciallo Giuseppe Giangrande all’uscita dalla basilica della Santissima Annunziata

Tra le persone bloccate su una sedia a rotelle c’era anche il maresciallo dei Carabinieri Giuseppe Giangrande, ferito nella tragica sparatoria davanti a Palazzo Chigi a Roma nell’aprile 2013. Accanto a lui la sempre presente figlia Martina. È sorridente il maresciallo quando, nonostante la stanchezza, esce dalla basilica verso le 12,30 aiutato da un volontario che lo accompagna ad una vettura appositamente attrezzata che, scortata da una gazzella dei carabinieri, sta per riaccompagnarlo nella sua casa di Prato. Appena il tempo di scambiare due parole con il cronista: «Come sta maresciallo?», «Bene, è stato tutto molto bello». «Soddisfatto?», «Certamente…» mentre la portiera dell’auto si richiude. «Il Papa si è fermato qualche momento a parlare con il babbo – spiega poco dopo Martina – e, saputa la sua storia, lo ha incoraggiato ad avere forza e fiducia. Il babbo lo ha ascoltato con particolare emozione e ha trovato le parole per ringraziare il Pontefice per quello che sta facendo».

«Il Papa? È una persona davvero speciale: quando ti guarda negli occhi sembra che entri dentro il tuo animo». Parole di una signora che ha appena accompagnato alla Santissima Annunziata i giovani disabili dell’Opera Diocesana di Assistenza (Oda) di Firenze Villa san Luigi. «Li ha abbracciati uno per uno e ha parlato con loro. Non so se tutti hanno capito le sue parole, ma gli occhi hanno fatto certamente il resto».

 

 

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Sandro Addario

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