Dopo due anni dal primo commissariamento

Misericordia di Pisa, si dimettono 5 magistrati. C’è il rischio di un nuovo commissariamento

di Redazione - - Cronaca, Economia

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Pisa, la sede della Misericordia

Pisa, la sede della Misericordia

PISA – La Misericordia di Pisa piomba nuovamente nel caos. Due anni dopo il commissariamento determinato da passività per circa 12 milioni di euro e il licenziamento di 32 dipendenti, l’arciconfraternita rischia di finire ancora nelle mani di un commissario in seguito alle dimissioni di cinque componenti del magistrato, l’organo di governo interno, alle quali sono seguite quelle degli altri manager.

A lasciare la Misericordia con una durissima presa di posizione sono stati il vicegovernatore Gabriella Bianchini e i residenti magistrali Michele Apruzzese, Francesco Mancuso, Nicola Pieracci e Paolo Toni. I quali, in una lettera resa nota dal Corriere fiorentino, accusano l’attuale guida dell’arciconfraternita.

E in particolare il presidente Luigi Marchetti al quale è stato «ripetutamente chiesto un cambiamento tangibile nella gestione – scrivono i dimissionari nella loro lettera -, in particolare chiedendo di rivedere il ruolo affidato a Carlo Alberto Orvietani (principale collaboratore di Marchetti, ndr), senza poter mai discutere della questione, sempre rinviata con espedienti da temporeggiatore propri del Governatore che ha, quindi, preferito la tutela del ‘suo uomo’ piuttosto che il superiore interesse dell’istituzione».

 

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