Scontro fra amministrazione comunale e lavoratori

Livorno, azienda dei rifiuti in rosso. Braccio di ferro fra il sindaco Nogarin e i dipendenti

di Redazione - - Cronaca, Economia, Top News

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rifiuti a livorno

Rifiuti a livorno

LIVORNO – Una vera e propria guerra dei rifiuti è in atto a Livorno, in seguito al braccio di ferro tra il sindaco Filippo Nogarin (M5S) e i lavoratori dell’azienda che si occupa della raccolta della nettezza urbana l’Aamps. La giunta livornese ha deciso per il concordato preventivo dell’azienda per lo smaltimento dei rifiuti urbani: l’ azienda è in rosso e il Comune dovrebbe, secondo quanto osservato dai revisori dei conti, ricapitalizzarla per oltre dieci milioni di euro. Con il concordato il comune intende bloccare la situazione debitoria, “poi il commissario e il consiglio di amministrazione vedranno come far funzionare al meglio questa azienda”, ha dichiarato il sindaco Nogarin.

SINDACATI – In attesa di un incontro con il sindaco per cercare di aprire un tavolo sulla vicenda e chiedere all’amministrazione di tornare indietro sulla decisione di avviare la richiesta di concordato preventivo dell’azienda, i lavoratori, stamani, nonostante lo stato di agitazione in corso, hanno cominciato a ripulire la zona del mercato. “Stamani i lavoratori Aamps hanno provveduto a pulire l’area del mercato e di piazza Cavallotti – ha confermato Giovanni Golino, segretario Fp Cgil di Livorno – per dimostrare vicinanza ai cittadini e la volontà di riaprire il dialogo con l’amministrazione comunale. Noi chiediamo il ritiro della delibera di giunta sull’avvio della richiesta di concordato preventivo e siamo sicuri di poter dimostrare al tavolo che si può salvare l’azienda e i 500 posti di lavoro, senza dover effettuare alcun ‘massacro’ dei tagli ai servizi”.

SINDACO – Nel resto della città la situazione è a livelli di guardia tanto che lo stesso Nogarin ha annunciato: “Vado dal prefetto e gli spiego com’è siamo messi. Incontrare i lavoratori? Non c’è nessun tavolo al momento. Siamo arrivati a questo punto, con i cassonetti pieni in parte della città eppure non è stato proclamato nemmeno uno sciopero”.

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