Lo ha deciso il Tribunale di Arezzo. Potrebbe finire indagato anche Pierluigi Boschi

Banca Etruria, dichiarata l’insolvenza. Ora può scattare un’inchiesta per bancarotta fraudolenta

di Redazione - - Cronaca, Economia, Primo piano

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Lorenzo-Rosi

Lorenzo Rosi, ultimo presidente della vecchia Banca Etruria

AREZZO – La vecchia Banca Etruria, scorporata dalla nuova, nata dopo il commissariamento e a seguito del decreto «salvabanche» del governo Renzi, è stata dichiarata insolvente dal tribunale di Arezzo. Lo ha deciso il collegio fallimentare al quale era stata sottoposta la richiesta dal commissario Giuseppe Santoni. Rigettata l’eccezione di incostituzionalità sul decreto salvabanche presentata dagli avvocati di Lorenzo Rosi, ultimo presidente dell’istituto di credito.

FAMIGLIA BOSCHI – Quali sono le conseguenze pratiche? Che il tribunale ha trasmesso il verdetto alla procura di Arezzo la quale potrebbe aprire un’inchiesta per bancarotta fraudolenta a carico dei vecchi amministratori della banca. Fra questi, potenzialmente, anche Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena, ministro delle Riforme costituzionali, potrebbe essere coinvolto – secondo quanto anticipato dal Corriere della Sera -. Maria Elena Boschi fu al centro di una mozione di sfiducia presentata da M5S e respinta dalla Camera dei Deputati il 18 dicembre 2015, dopo roventi polemiche circa l’opportunità o meno delle sue dimissioni a seguito del salvataggio della banca operato dal Governo a spese degli obbligazionisti che, come da regole europee, sono stati chiamati a saldare il «conto» perdendo, in molti casi, tutti i risparmi.

PROCURATORE ROSSI – Al centro del lavoro del procuratore Roberto Rossi saranno adesso, probabilmente, le consulenze da 17 milioni di euro, la liquidazione all’ex direttore generale Luca Bronchi da 1,1 milioni di euro, i premi aziendali, i fidi concessi agli imprenditori considerati vicini ai dirigenti: se ravviserà gli estremi per la bancarotta fraudolenta, il pm potrebbe far confluire in tale fascicolo anche il lavoro di indagine per conflitto di interessi ancora non chiuso e che vede indagati Lorenzo Rosi e il dirigente Luciano Nataloni. Dell’ultimo cda della banca hanno fatto parte Lorenzo Rosi, presidente, vicepresidente vicario Alfredo Berni, vicepresidente Pierluigi Boschi, padre del Ministro Maria Elena, Alessandro Benocci, Claudia Bugno, Carlo Catanossi, Giovanni Grazzini, Alessandro Liberatori, Luigi Nannipieri, Luciano Nataloni, Anna Maria Nocentini, Andrea Orlandi, Felice Santonastaso, Claudio Salini, Ilaria Tosti.

ARBITRATI – Oggi inoltre, in una nota, Adusbef e Federconsumatori «non riponendo alcuna fiducia nei collegi arbitrali» sono tornate a chiedere che il governo rinunci agli arbitrati e rimborsi integralmente le famiglie «truffate ed espropriate».

CONSUMATORI – «Invece delle norme sui criteri per i rimborsi dei clienti delle 4 banche fallite (Etruria, Marche, CariFerrara e CariChieti) – continua la nota – Adusbef e Federconsumatori sollecitano soluzioni urgenti anche nell’interesse della stabilità del sistema bancario sotto attacco speculativo dei mercati. E hanno individuato le coperture integrali ai truffati nelle plusvalenze delle valutazioni svilite delle sofferenze, valutate senza alcuna perizia al 17,6%, contro valutazioni di mercato tra il 28 e 32% (Fondo inglese Anacap), e iscrizioni dei crediti ammalorati nei bilanci tra il 40% ed il 44%».

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