La Commissione riconosce che oggi il 70%" dei migranti sono identificati e registrati

Immigrazione, Avramopoulos commissario Ue: la procedura d’infrazione contro l’Italia sarà archiviata

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES –  Il commissario Ue all’Immigrazione, Dimitris Avramopoulous, ha fatto capire durante una conferenza stampa, oggi a Bruxelles, che sarà presto archiviata la procedura d’infrazione comunitaria, aperta in dicembre contro l’Italia, per la mancata operatività dei centri “hotspot” per l’identificazione e lo smistamento dei migranti irregolari. “La procedura è stata iniziata qualche tempo fa”, ha osservato Avrampopoulos, sottintendendo che si riferiva alla
situazione esistente in quel momento. Ma, ha aggiunto, “ma a mano a mano che andiamo avanti, vediamo che le cose migliorano. La situazione in Italia – ha sottolineato – sta migliorando. E quindi, quando la prossima valutazione verrà fatta, sono sicuro che non ci sarà nessuna ombra su questa questione, che ha amareggiato il primo ministro italiano”, Matteo Renzi. La decisione  di inviare una “lettera di messa in mora” all’Italia, in dicembre, per il funzionamento insoddisfacente degli “hotspot” aveva molto irritato il governo Renzi, impegnato a gestire la crisi migratoria in prima linea, mentre dagli altri paesi europei venivano risposte insufficienti e insoddisfacenti all’esigenza di redistribuire e condividere i rifugiati, invece di costringerli a restare nei paesi di primo approdo, Italia e Grecia.

RENZI – A Bruxelles, quest’episodio è considerato come uno dei fattori più importanti alla base della polemica scatenata da Renzi contro la Commissione Juncker nelle ultime settimane. Per quanto  implicitamente, il commissario ha così praticamente annunciato fin da ora che non vi sarà il passaggio al “parere motivato”, seconda fase della procedura d’infrazione che prelude al ricorso in Corte europea di Giustizia, e che la “lettera di messa in mora” finirà dunque archiviata.”Visto che l’Italia, come  tutti gli Stati membri, sta facendo ciò che deve fare, non c’è alcuna ragione di preoccuparsi… E’ positivo che sia in Italia che in Grecia si sia riusciti a incrementare i numeri” dei migranti identificati e registrati negli “hotspot” con le impronte digitali. “Ricordiamo – ha osservato ancora Avramopoulos – la situazione di un anno fa. Oggi abbiamo il 70%” dei migranti identificati e registrati, e questo è un miglioramento molto considerevole per entrambi i paesi”.

HOTSPOT – Ma non  c’è spazio per il compiacimento. “Lasciatemi essere chiaro: dobbiamo raggiungere il livello del 100%”, ha detto il commissario. “Il sistema deve lavorare in modo più complessivo e più efficiente. E capisco, essendo in contatto con entrambi i paesi, che stanno facendo del loro meglio perché le cose vadano meglio”, ha concluso Avramopoulos.In Italia, secondo i dati diffusi  oggi dalla Commissione, il tasso di identificazione dei migranti negli “hotspot” ha raggiunto l’87% nel gennaio scorso, in netto aumento dopo che nel settembre 2015 era stato solo del 36%. Oggi sono pienamente operativi gli “hotspot” di Lampedusa e Pozzallo, in Sicilia, mentre dovrebbe esserlo presto anche quello di Trapani. Sono in corso i lavori anche per un nuovo centro a Taranto, mentre “mancano ancora”, lamenta la Commissione, i piani per la ristrutturazione di due altri siti ad Augusta e a Porto Empedocle/ Villa Sikania.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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