Torna la minaccia del blocco del Brennero

Migranti: 300mila arrivi sulla rotta del Mediterraneo. Austria e Germania chiedono più controlli all’Italia

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Migranti

VIENNA – Dopo aver più volte annunciato la possibile chiusura della frontiera del Brennero, l’Austria torna adesso a sollecitare l’Italia a un maggior controllo sul flusso dei migranti, nel timore di una probabile esplosione. Le stime degli esperti prevedono fino a 300 mila arrivi nella penisola, sulla rotta del Mediterraneo, e l’Austria ribadisce l’intenzione di introdurre controlli sul Brennero, per mettersi al riparo da una nuova emergenza. Questo dirà domani la ministra dell’Interno Johanna Mikl-Leitner al ministro Angelino Alfano, in un incontro a Roma, e anzi la Tiroler Zeitung si spinge oltre, indicando una data d’inizio dei controlli: fra fine maggio e inizio giugno.

«L’Italia non può contare sul fatto che il Brennero resti aperto se il flusso sarà incontrollato», ha detto Mikl Leitner, in un’intervista alla vigilia della bilaterale con il collega italiano, rilasciata all’agenzia APA. Il senso della missione lo ha spiegato la ministra dell’interno con parole estremamente chiare: «Come fatto coi Paesi della rotta Balcanica, Slovenia, Croazia e Macedonia, vogliamo informare anche l’Italia delle misure che intraprenderemo, se vi sarà un flusso incontrollato verso l’Austria».

Ma torna all’attacco anche la Germania, tanto che il giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, in un’analisi come al suo solito sferzante verso l’Italia, sottolinea che il nostro Governo potrebbe evitare questa situazione, «se si attivasse» concretamente nelle politiche di accoglienza. Fino ad oggi, è il succo di un articolo di Tobias Piller che lascia capire gli umori di Berlino, Roma si è limitata all’«autocompiacimento», a fronte di un atteggiamento nei fatti «ambiguo» nelle politiche migratorie. Il giornale, punto di riferimento dei conservatori, ammette che l’Italia ha il merito dei salvataggi in mare, ma rinfaccia ai governi anche del passato di aver consentito ai profughi approdati sulle coste di dileguarsi, e di riversarsi nel nord Europa e in Germania, senza aver effettuato i controlli previsti.

Si rinnova così la battaglia degli stati Ue meno propensi all’accoglienza, che insistono nella loro politica di contenimento e di limitazione degli arrivi dei migranti, lasciando tutto l’onere all’Italia e alla Grecia. Testimonianza ulteriore del fallimento delle politiche europee e dell’incapacità delle istituzioni di Bruxelles a porvi rimedio.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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