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Procura dell’Aja: chiesto l’arresto di Netanyhau, Gallant e 3 capi di Hamas. L’accusa: crimini contro l’umanità

Gaza

L’AJA (OLANDA) – Sul conflitto in Medio Oriente irrompe il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan: che ha chiesto alla Corte dell’Aja di emettere un mandato di arresto per Yahya Sinwar, capo di Hamas nella Striscia di Gaza, Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri , più comunemente noto come Deif, comandante in capo dell’ala militare di Hamas, le cosiddette Brigate Al -Qassam , e Ismail Haniyeh, capo dell’ufficio politico di Hamas, in quanto responsabili penalmente di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, commessi sul territorio di Israele e nella Striscia di Gaza) “almeno dal 7 ottobre 2023”, e per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa, Yoav Gallant “almeno dall’8 ottobre 2023”.

L’ufficio del procuratore Khan sostiene “che vi sono fondati motivi per ritenere che Sinwar, Deif e Haniyeh siano penalmente responsabili dell’uccisione di centinaia di civili israeliani negli attacchi perpetrati da Hamas (in particolare dalla sua ala militare, le Brigate al-Qassam) e da altri gruppi armati il 7 ottobre 2023 e la presa di almeno 245 ostaggi. È opinione del mio Ufficio che questi individui abbiano pianificato e istigato la commissione di crimini il 7 ottobre 2023 e, attraverso le loro azioni, comprese le visite personali agli ostaggi subito dopo il rapimento, abbiano riconosciuto la loro responsabilità per tali crimini. Riteniamo che questi crimini non avrebbero potuto essere commessi senza le loro azioni. Essi sono accusati sia di complici sia di superiori ai sensi degli articoli 25 e 28 dello Statuto di Roma”.

 Secondo la Procura inoltre “ci sono ragionevoli motivi per ritenere che gli ostaggi prelevati da Israele siano stati tenuti in condizioni disumane e che alcuni siano stati soggetti a violenza sessuale, compreso lo stupro, mentre erano tenuti in cattività”.

Allo stesso tempo, però, il procuratore Khan sostiene che i crimini di guerra di cui sono accusati Netanyahu e Gallant “siano stati commessi come parte di un attacco diffuso e sistematico contro la popolazione civile palestinese in conformità alla politica statale. Questi crimini, secondo la nostra valutazione, continuano ancora oggi. Il mio ufficio sostiene che le prove che abbiamo raccolto, comprese interviste con sopravvissuti e testimoni oculari, video autenticati, foto e materiale audio, immagini satellitari e dichiarazioni del presunto gruppo colpevole, dimostrano che Israele ha intenzionalmente e sistematicamente privato la popolazione civile in tutte le parti del Gaza di oggetti indispensabili alla sopravvivenza umana”.

Ciò, spiega la Procura dell’Aja, “è avvenuto attraverso l’imposizione di un assedio totale su Gaza che ha comportato la chiusura completa dei tre valichi di frontiera, Rafah, Kerem Shalom ed Erez, dall’8 ottobre 2023 per periodi prolungati e poi limitando arbitrariamente il trasferimento di forniture essenziali – inclusi cibo e medicine – attraverso i valichi di frontiera dopo la loro riapertura. L’assedio comprendeva anche il taglio delle condutture idriche transfrontaliere da Israele a Gaza – la principale fonte di acqua pulita per gli abitanti di Gaza – per un periodo prolungato a partire dal 9 ottobre 2023, e il taglio e l’impedimento delle forniture di elettricità almeno dall’8 ottobre 2023 fino ad oggi. Ciò è avvenuto insieme ad altri attacchi contro i civili, compresi quelli in coda per il cibo; ostacolo alla consegna degli aiuti da parte delle agenzie umanitarie; e attacchi e uccisioni di operatori umanitari, che hanno costretto molte agenzie a cessare o limitare le loro operazioni a Gaza”.

Secondo la Procura, Israele, “come tutti gli Stati, ha il diritto di agire per difendere la propria popolazione. Tale diritto, tuttavia, non esonera Israele o qualsiasi Stato dall’obbligo di rispettare il diritto internazionale umanitario. Nonostante gli obiettivi militari che possono avere, i mezzi che Israele ha scelto per raggiungerli a Gaza – vale a dire causare intenzionalmente morte, fame, grandi sofferenze e gravi lesioni fisiche o alla salute della popolazione civile – sono criminali”.

AGGIORNAMENTO DELLE 20,30

 Il “disgustoso” paragone che il procuratore della Corte Penale Internazionale fa tra Israele e Hamas è un esempio “del nuovo antisemitismo” che va dai campus universitari all’Aja. E’ quanto afferma Benjamin Netanyahu in video in cui rigetta come “assurda e falsa” la richiesta di mandato di arresto contro di lui, e il ministro della Difesa Yoav Gallant, insieme a 3 leader di Hamas, avanzata oggi dal capo procuratore Karim Khan.

“Come osa paragonare i mostri di Hamas ai soldati dell’Idf, l’esercito più morale del mondo ? – prosegue il premier israeliano – con quale spudoratezza fai un paragone tra Hamas che assassina, brucia, macella, violenta e rapisce i nostri fratelli e sorelle e i soldati dell’Idf che combattono una guerra giusta che non ha paralleli, con una moralità che non ha pari?”.

Netanyahu conclude promettendo che il “tentativo della Cpi di legarci le mani fallirà” che nessun foro internazionale “ci impedirà di colpire quelli che vogliono la nostra distruzione” fino alla “vittoria totale” su Hamas.

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