Le conclusioni dei sette paesi più industrializzati

G7 Ise Shima (Giappone): per i grandi le priorità sono crescita globale, migrazioni e terrorismo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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(From L) Italian Prime Minister Matteo Renzi, German Chancellor Angela Merkel, Japanese Prime Minister Shinzo Abe, French President Francois Hollande, US President Barack Obama, European Commission President Jean-Claude Juncker , European Council President Donald Tusk, Canadian Prime Minister Justin Trudeau and British Prime Minister David Cameron walk out to the family photo event during the first day of the Group of Seven (G7) summit meetings in Ise Shima, Japan, May 26, 2016. REUTERS/Jim Watson/Pool

(Da destra) Italian Prime Minister Matteo Renzi, German Chancellor Angela Merkel, Japanese Prime Minister Shinzo Abe, French President Francois Hollande, US President Barack Obama, European Commission President Jean-Claude Juncker , European Council President Donald Tusk, Canadian Prime Minister Justin Trudeau and British Prime Minister David Cameron

ISE SHIMA – Due i temi principali affrontati dal G7 giapponese: migranti e terrorismo. Nel documento conclusivo del G7 che si è svolto a Ise Shima, in Giappone, i leader di Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Regno Unito hanno discusso di un piano per lasciarsi alle spalle l’attuale incertezza economica globale e, allo stesso tempo, hanno ribadito la necessità di offrire una soluzione condivisa alla crisi dei rifugiati. Per l’Italia c’era il Presidente del Consiglio Matteo Renzi. I grandi hanno concordato inoltre una strategia comune per combattere il terrorismo, intensificando lo scambio di informazioni a livello internazionale e una più efficace cooperazione tra i servizi di intelligence.

La priorità urgente è però la crescita globale, si legge nel testo finale del G7.  «Ribadiamo il nostro impegno – scrivono i leader – ad utilizzare tutti gli strumenti di politica monetaria, fiscale e strutturale, individualmente e collettivamente, per rafforzare la domanda globale e, allo stesso tempo, mantenere il debito a livelli sostenibili in modo da raggiungere una crescita forte ed equilibrata».

Quanto all’immigrazione, scrivono i leader nel documento finale del G7, «è una sfida globale che richiede una risposta globale, nel pieno rispetto dei diritti umani e in conformità con il diritto internazionale. La comunità internazionale dovrebbe aumentare gli sforzi nella prevenzione dei conflitti, nella promozione della pace e nell’aumento della assistenza globale, per soddisfare le esigenze immediate dei migranti – il cui flusso, si legge nel testo conclusivo del G7 è ai livelli più alti dalla seconda guerra mondiale – e dei Paesi che li accolgono, ma anche per intervenire sulle cause socio-economiche dei Paesi da cui si muovono i flussi: l’istruzione, l’assistenza sanitaria, le infrastrutture, e la promozione dei diritti umani e delle pari opportunità».

L’ aumento degli attacchi terroristici infine rappresenta una minaccia urgente per la sicurezza globale. Pertanto, scrivono i grandi nel documento finale, servono «maggiori sforzi di coordinamento non soltanto tra le istituzioni, ma anche con il settore privato e con le organizzazioni della società civile. Altrettanto preoccupanti sono le atrocità e le violazioni dei diritti umani da parte dello Stato Islamico e di al-Qaeda». In termini concreti Germania, Canada, Stati Uniti, Francia, Italia, Giappone e Regno Unito chiedono, tra le altre cose, di «aumentare la sicurezza del trasporto aereo, di tagliare i canali di finanziamento alle organizzazioni terroristiche, di intensificare le azioni di cyber-security e aumentare la collaborazione dell’intelligence».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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