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#Matteorisponde: Renzi parla di referendum, legge elettorale, lavoro, bonus per i 18enni

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Matteo Renzi, nell’appuntamento settimanale con #Matteorisponde, diretta seguita stavolta da circa seimila persone, con dei picchi da ottomila, ha parlato di referendum e legge elettorale, ma anche di lavoro, pubblici dipendenti e bonus da 80 euro.

Quanto al referendum il premier conferma la sua tesi: «Se non si vince al referendum il Paese non è tecnicamente governabile, perchè Camera e Senato hanno due leggi elettorali e due maggioranze diverse e ci sarà sempre l’ammucchiata, gli inciuci e le larghe intese». Rinviare la data del referendum costituzionale, d’intesa con il Quirinale? «No, ci sono dei tempi previsti dalla legge per il referendum costituzionale. Sono alcune delle tante notizie false che si leggono», ha aggiunto il premier.

Ottobre. A ottobre a casa? «Vediamo, dipenderà dal referendum. Un politico serio non ha paura di giocare il suo coraggio e rischiare. È la differenza tra uno come me e gli altri che se ne stanno rannicchiati per la paura. È una scelta che ho fatto con piena consapevolezza. Da qui a ottobre ne vedremo delle belle».

Legge elettorale. «Mi scrivono: “Non si provi a cambiare l’Italicum…´”. A me lo dite? L’Italicum non si cambia». A  a chi gli domandava se ci si debba preoccupare per la mozione di Sinistra italiana sull’Italicum presentata oggi alla Camera renzi ha risposto: «Ma che preoccupato, è una mozione proposta dall’opposizione che si discuterà in Parlamento. Ce ne sono tante…».

Renzi ha poi attaccato Massimo D’Alema: «Ieri il presidente D’Alema a Ballarò ha detto cose incredibilmente non veritiere, prima o poi racconteremo la verità», ha sottolineato. «C’è chi mi considera un usurpatore e non ha ancora digerito di aver perso le primarie. Ma si chiama democrazia. A dicembre 2017 D’Alema o chi per lui potrà candidarsi a fare l’alternativa.»

Brexit. C’è spazio anche per una battuta su Brexit: «Tornare alla lira in Italia? È una follia. Quelli che vogliono cancellare l’euro non hanno idea di come funziona l’economia. Noi metteremo in campo misure per aiutare chi vorrà rientrare e anche per accogliere gli studenti britannici che vogliono tenere un passaporto europeo».

Bonus. Confermato il primo settembre come data ufficiale per far partire il bonus per i 18enni, escludendo l’opportunità per le casalinghe: «Non siamo nelle condizioni di prendere impegni, ma dobbiamo fare qualcosa per le donne che svolgono una funzione importante».

Rinnovo dei contratti pubblici. «È partita la trattativa, i soldi messi, 300 milioni, servono ma non bastano per niente – commenta il premier -, la discussione dovrà vedere un accordo con le forze sindacali del pubblico impiego». Il messaggio ai sindacati è: «Noi siamo disponibili a rivedere il blocco, voi portate il merito nella pubblica amministrazione, più di quanto è stato fatto. Servono strumenti per garantire chi lavora di più e meglio».

Lavoro. «Far tornare le condizioni affinché le imprese assumano. Verificheremo se ci sono delle modalità per aiutare chi sta nella fascia tra 40 e 50 anni».

Non poteva mancare una battuta sul calcio. «Lo dico anche io: bisogna riconoscere, per chi come noi non ha mai tifato Juve, che avere dietro quei tre, più Buffon, è una bella sicurezza, fa stare tranquilli. Complimenti a mister Conte per lo straordinario lavoro fatto».

Criminalità. Renzi chiude con un ringraziamento ai carabinieri per l’arresto del boss Fazzalari e una promessa: «Non ci daremo pace fin quando non avremo preso Matteo Messina Denaro».

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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