A San Pietroburgo si sarebbero scandalizzati

David di Michelangelo: in Russia vogliono mettergli le mutande. A Firenze, la direttrice dell’Accademia replica: «Assurdo»

di Redazione - - Cronaca, Cultura

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Il David di Michelangelo nella Gallerria dell'Accademia di Firenze

Il David di Michelangelo nella Gallerria dell’Accademia di Firenze

FIRENZE – In Russia parte una campagna per mettere le mutande alla copia del David di Michelangelo in mostra a San Pietroburgo, (le sue nudità “rovinano le anime dei bambini”, accusa una signora), e la replica della “prima custode” della celeberrima scultura rinascimentale, la direttrice della Galleria dell”Accademia dove il gigante marmoreo risiede, Cecile Hollberg, non si fa attendere: «E” una pura assurdità – commenta, sorridendo, a stretto giro di posta – venite tutti a vedere l”originale a Firenze, che nessuno censurerà mai». Del resto per Hollberg, tedesca della bassa Sassonia, da quasi otto mesi alla guida della casa del David e di tanti altri capolavori dell’arte, questa proposta strampalata (ma che ha dato luogo all’operazione ”Vesti il David”, nell”ambito della quale i cittadini di San Pietroburgo potranno proporre fino ad agosto i modi secondo loro più opportuni per coprire le parti intime della statua) non è da prendere sul serio.

Per la direttrice è solo “una campagna di marketing”, mentre in Galleria, spiega, ci sono problemi “urgenti”, da affrontare “subito”: la scarsità di spazi nel nel museo e la carenza cronica di personale.
«Lancio un appello ai ministeri interessati: la Galleria dell”Accademia ha bisogno di ampliarsi – ha dichiarato oggi all’ANSA – e questo piano deve partire alla svelta. Occorre riunirsi e avviare il tutto subito, abbiamo visitatori in continuo aumento, non sappiamo più dove metterli». Hollberg racconta di essere costretta a giocare con i pochi spazi che ha a disposizione  per fare tutto quello che bisogna fare, ma la verità è che occorrono in modo impellente nuovi locali per mille cose indispensabili: guardaroba, deposito, studi di restauro, uffici, punto ristoro, archivio, persino gli impianti
climatizzazione. E non si parla certo di pochi metri quadrati. L’idea  della direttrice è di acquisire locali dall’adiacente Accademia delle Belle arti.

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