La proprietà non ha accordato alcune calusole agli acquirenti

Pisa calcio: salta la trattativa, società nel caos. A rischio l’inizio del campionato di B

di Redazione - - Cronaca, Economia, Sport

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PISA – Il Pisa precipita di nuovo nel caos, dopo che la trattativa per la cessione della società tra il fondo d’investimento di Dubai e Britaly Post, la società proprietaria del club, sembra definitivamente saltata di fronte al mancato accordo sulla due diligence, la verifica di bilancio sullo stato dei conti. La squadra si è allenata per il secondo giorno consecutivo senza allenatore e ora minaccia di non voler partire per Terni, dove sabato è impegnata nella prima del campionato di serie B.

La proprietà del club, che fa capo all’imprenditore romano Fabio Petroni, da oltre due settimane agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta, ha respinto la richiesta di quattro settimane di tempo formulata da Dubai per verificare lo stato patrimoniale del Pisa attraverso la certificazione di un advisor esterno e su questo punto la trattativa sembra essersi interrotta definitivamente. L’accordo economico tra le parti, infatti, era stato raggiunto per un somma di 6,5 milioni di euro, ma la famiglia Petroni non vuole concedere a Dubai il tempo necessario per svolgere un’accurata analisi di bilancio.

In una lettera diffusa nel pomeriggio, Britaly Post spiega che “la situazione contabile e amministrativa è a tutti gli interlocutori già conosciuta, e sia solo un espediente per tentare di modificare successivamente il prezzo di vendita oggi stabilito”. Inoltre, la proprietà nerazzurra condiziona la cessione della società al fatto che “Gattuso torni immediatamente a guidare la squadra e che l’atto di cessione venga stipulato entro e non oltre il 12 settembre” e non entro il 21 come richiesto dal fondo di Dubai.

Restano però ancora alcuni nodi da sciogliere a cominciare dall’allenatore che guiderà la squadra nella gara d’esordio del campionato contro la Ternana al ‘Liberati’: il tecnico Gianluca Colonnello, da due giorni non si presenta agli allenamenti e la squadra attraverso l”associazione calciatori è pronta allo sciopero e a rifiutarsi di giocare. Duro anche il commento del sindaco, Marco Filippeschi che si dice “sconcertato e amareggiato, non capisco la vera ragione di una risposta negativa”. “A me – conclude – non è stato mai chiesto da Britaly Post di proporre a Dubai specifiche correzioni. I vizi di metodo sono evidenti. Ora spetta alla Lega di serie B imporre il rispetto delle regole e convincere la proprietà a cedere. L’impedimento dell”avvio del campionato, con i danni fatti alla società, al progetto sportivo, all’immagine della serie cadetta, ha precise cause”.

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