Torna in campo il presidente Inps

Pensioni: consumatori contro Boeri, che vuole ricalcolarle tutte col sistema contributivo

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

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ROMA – Dopo una strana e lunga parentesi di silenzio è tornato a parlare Tito Boeri, presidente Inps,  che come al solito è tornato a prendersela con le pensioni più alte, quelle che lui giudica quasi un furto. Sul sole 24 ore ha sparato a zero contro il sistema, che lui stesso gestisce e applica, affermando la necessità di riequilibrare tutta la situazione degli assegni percepiti attualmente dai pensionati, ricalcolandoli al 100% sulla base del criterio retributivo. Dimenticando che i suoi stessi esperti e dirigenti hanno più volte affermato che – per gli anni remoti e soprattutto nel caso del pubblico impiego – non esistono i dati per procedere  a tale ricalcolo e che comunque le pensioni più alte di dirigenti che sono andati in quiescenza con oltre 40 anni di contributi, quelli che sono nel mirino del bocconiano presidente, il ricalcolo sarebbe addirittura a vantaggio degli interessati.

Contro la presa di posizione di Boeri si scaglia questa volta Aduc, l’Associazione dei consumatori, che in una ferma nota sostiene: «Scrivevamo a meta’ agosto che la paura, l’ansia, l’apprensione e l’incertezza hanno effetti sul sistema economico, tanto da indurre una diminuzione dei consumi e, di conseguenza, una diminuzione del Pil e aumento del debito pubblico come si e’ verificato in quest’ultimo trimestre. L’apprensione e’ maggiore in particolari categorie di persone, come i pensionati che sono fuori dal circuito produttivo ma, anche, nei pensionandi, timorosi di non poter far fronte alle future spese di mantenimento.
Proprio ieri, in una intervista pubblicata sul Il Sole24Ore, il presidente dell’Inps, Tito Boeri, e’ ritornato sull’argomento confermando l’idea di un ricalcolo contributivo delle pensioni “privilegiate”. Di qui a passare al ricalcolo contributivo (tanto versi tanto ottieni) del sistema pensionistico generale, a stragrande maggioranza retributivo (mediamente l’80% dello stipendio), il passo non e’ poi così lungo se si vogliono ottenere cifre importanti di “risparmio”. In percentuale un 30% in meno di pensione. Ad attenuare l’ansia non serve certo il riferimento ai vitalizi, perché anche gli allocchi capiscono che da questi si passa alle pensioni “privilegiate” e, poi, a quelle ordinarie, percepite dalla stragrande maggioranza dei pensionati.
Cosa induce la proposta di Boeri? Ansia, quindi minori consumi, diminuzione del Pil e aumento del debito pubblico. Non ci vuole una laurea in economia per capirlo ma, tant’è, Boeri è convinto della propria idea incurante dei danni che, a nostro parere, provoca. Una domanda al Governo: questo professore (ahinoi i professori!) e’ l’uomo giusto al posto giusto?»

La risposta, anche per noi, è da tempo e sicuramente NO.

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Camillo Cipriani

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