Nardella è il più bravo a spiegare il referendum

Referendum costituzionale: Renzi, si vince solo con i voti della destra. Insorge la minoranza dem

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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Il Presidente del consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento in occasione dell'apertura della campagna per il sì al referendum costituzionale di autunno, al teatro Niccolini di Firenze, 2 maggio 2016. ANSA/ MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

FIRENZE – “Inutile girarci intorno: i voti di destra saranno decisivi al referendum. La sinistra, ormai, è in larghissima parte con noi. La questione vera oggi è la destra. E l’elettore di destra oggi si trova di fronte a due scelte: votare sul merito, non votare sul merito. Se la scelta diventa votare sul merito vota Sì e sono certo che alla fine andrà così. Sulla scheda elettorale in fondo non c’è scritto volete voi cancellare dalla faccia della terra il governo Renzi. Il governo Renzi può essere cancellato ogni giorno in Parlamento, in qualsiasi momento, o alle elezioni politiche, dai cittadini. Oggi si discute di altro. Oggi si discute di Italia, non di una persona”, sottolinea.

REFERENDUM -Il presidente del Consiglio spiega di aver scommesso così tanto sul referendum “per un motivo politico e per un motivo pratico. Questa legislatura è nata male, con un blocco totale, con un’oggettiva e potenziale non governabilità. Alla luce di questa premessa non dobbiamo dimenticare come siamo arrivati fin qui: il presidente della Repubblica mi ha dato l’incarico di fare il governo per fare le riforme e questa è la madre di tutte le riforme. Dopo di che c’è il lato pratico. Per essere competitivi a livello internazionale e per avere la possibilità di contare di più in Europa occorre semplificare il nostro sistema istituzionale. L’attuale equilibrio non funziona più. E chi non vuole cambiare sistema significa che si sta rassegnando a non volere cambiare l”Italia”.

BERLUSCONI – Sul referendum per Renzi a perdere un’occasione è anche Berlusconi. “Penso che nella storia Berlusconi sarà ricordato tra cento anni per le cose che ha fatto nel calcio, nell’edilizia, in televisione. In politica, invece, sarà ricordato soprattutto per le cose che non ha fatto.Questo referendum oggi è una delle tante occasioni che Berlusconi sta perdendo”.

NARDELLA – E sulla campagna referendaria il presidente del Consiglio Matteo Renzi ”promuove” il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Il referendum costituzionale Nardella è quello più bravo di tutti a spiegarlo. Questo oggettivamente. Dovrà andare di più in tv”, ha detto il premier soffermandosi a parlare con i giornalisti al termine del suo intervento a una iniziativa di Coldiretti nel capoluogo toscano.

CUPERLO – Immediata la reazione della minoranza dem, per bocca di Gianni Cuperlo: “‘Referendum si vince a destra, non è una bella frase detta dal segretario del Pd e non è una bella frase detta dal presidente del Consiglio, perché il referendum riguarda quasi un terzo della Carta Costituzionale, e io ho sempre pensato che noi dovessimo cercare, sia nella fase in cui la riforma è stata costruita, scritta, votata, che nella fase in cui il popolo italiano si pronuncerà, di tenere assieme questo paese.Quindi l’idea di mettere sul piano della bilancia i voti della destra, magari con delle aperture come quella sul ponte in contrapposizione ai veti della sinistra, temo che rischiamo di svegliarci il giorno dopo il referendum, chiunque vinca, con delle istituzioni non più solide ma più fragili, con un paese più diviso e anche con una sinistra più divisa”. Quanto all’esito del referendum e alle sue conseguenze Cuperlo è netto: “se vince il no io penso che non bisogna drammatizzare l’esito del Referendum perché l’Italia ha tutte le risorse, le capacità, le energie, per affrontare qualunque situazione. Mi permetto di dire che le parole che Renzi ha speso mesi addietro per rivendicare la paternità della riforma e anche la responsabilità del Governo, conoscendo un po’ il carattere e anche la coerenza dell’uomo, manterrà l’impegno. Io non do consigli al presidente del Consiglio su questo piano, ma credo ci sarebbe una forza abbastanza inerziale nel prendere atto che una eventuale sconfitta porterebbe a un atto politico conseguente del presidente del Consiglio che rimetterebbe l’incarico, poi sarebbe questione del presidente Mattarella se reinvestire Renzi o pensare a soluzioni diverse”.

matteo-renziFIRENZE – Gli stessi concetti Renzi li ripete in serata all’Obihall di Firenze, dove ha iniziato la campagna per il Si. C’era anche la moglie Agnese ad ascoltare il comizio del presidente del Consiglio di lancio della campagna per il sì al referendum del 4 dicembre. La first lady era seduta in prima fila. Il premier ha esordito confessando di avvertire pienamente la responsabilità del momento. «Non è un problema che riguarda me – ha detto – . Quando 8 anni fa discutemmo con Agnese se fare o no quella follia, quella vicenda toccava molto anche una storia personale e familiare, ma alla fine era circoscritta. Adesso questo referendum rischia di far fare una grande passo indietro all’Italia.» E ha proseguito: «All’inizio della campagna referendaria ho detto alcune cose, che continuo a pensare, e vorrei che non aveste nessun dubbio su questo, ma abbiamo permesso agli altri di dare carta bianca per la totale lotta al governo».

 

 

 

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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